La Nuova Sardegna

Sassari

BUDDI BUDDI LA STRADA SENZA FINE

di GIANNI BAZZONI

GIANNI BAZZONI. Se in Cina in 19 giorni si costruisce un grattacielo di 57 piani e 180mila metri quadrati, se in Giappone in 48 ore si apre una strada collassata a causa dei lavori per la...

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GIANNI BAZZONI. Se in Cina in 19 giorni si costruisce un grattacielo di 57 piani e 180mila metri quadrati, se in Giappone in 48 ore si apre una strada collassata a causa dei lavori per la metropolitana, a Sassari in più di 12 anni non si riesce a completare la Buddi Buddi, una arteria a quattro corsie che dovrebbe consentire ai sassaresi di raggiungere Platamona in condizioni di sicurezza e in meno tempo. La storia ha dell’incredibile perché il cantiere infinito ha collezionato tanti di quegli intoppi che hanno generato una lista persino più lunga dei chilometri di arteria da realizzare. Il risultato è disarmante: dal 2004 - data di avvio dei cantieri (sono due, uno di competenza della Provincia e l’altro del Comune) - è cominciata una odissea che dura ancora oggi: l’unica cosa certa è che non si sa quando i lavori potranno essere conclusi e l’opera pubblica (tra l’altro considerata strategica, necessaria, utile e fondamentale per migliorare i livelli di sicurezza, giusto per citare alcuni riferimenti collezionati negli anni) finalmente consegnata.

Il cantiere infinito è affondato nei contenziosi legali, con imprese che sono comparse sulla scena e con la stessa facilità si sono dissolte, spesso senza pagare il salario agli operai.

Il 2017 è appena cominciato e le verifiche confermano che manca un tratto di circa due chilometri (uno della Provincia e l’altro del Comune) ma l’aria che tira non è delle migliori. La Provincia, infatti, ha i soldi (un milione di euro) ma l’impresa che ha l’appalto ha attraversato un periodo poco felice, tanto che un ramo di azienda è stato subaffittato. I lavori sarebbero dovuti ripartire da mesi, invece è tutto fermo. In questi giorni l’ultima chiamata e se non ci saranno risposte tornerà di moda il vecchio detto: “avanti un’altra”.

Dall’altra parte, il Comune ha invece finito le risorse (occorre recuperare un milione e mezzo di euro) e spera che sia la Regione a garantire i finanziamenti. Insomma - a essere ottimisti - ci vorranno ancora parecchi mesi prima che la strada a quattro corsie che collega Sassari con il mare possa essere completata. Una storia incredibile, emblematica di come sono stati gestiti appalti pubblici importanti nel territorio. E anche la conferma della dissennata calata di imprese continentali che presentano offerte con ribassi da brivido, tagliano sulle spettanze dei lavoratori e - dopo alcuni mesi - si ritirano lasciando macerie e disoccupati. In mezzo anche piccole realtà anziendali locali stritolate dalle formule piratesche del subappalto. La Buddi Buddi continua a viaggiare nel tempo, senza punto di arrivo. Veleggia verso un record negativo, quello dei 13 anni non sufficienti per costruire una strada che nel 2004 era stata anche finanziata. Tutto normale? No, uno scandalo che neppure indigna più.

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