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Sassari

l’anniversario

Le dame di carità dell’isola si incontrano a Predda Niedda

SASSARI. “Vincenziani” di tutta la Sardegna si riuniranno oggi Predda Niedda per ricordare il 400esimo anniversario dell’origine del loro carisma e la nascita delle Serve dei poveri, le dame di...

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SASSARI. “Vincenziani” di tutta la Sardegna si riuniranno oggi Predda Niedda per ricordare il 400esimo anniversario dell’origine del loro carisma e la nascita delle Serve dei poveri, le dame di carità, che ancora oggi nel silenzio, ma con efficacia, lavorano per gli emarginati. Appuntamento alle 9 nei locali del Pegasus hotel- Hotel il Vialetto con padre Alvarez Murguia F. Javier vicario generale della Congregazione della missione. Una giornata intera a contatto diretto con una città definita dai vincenziani «attenta e generosa».

Il pianeta della solidarietà raccolto intorno al carisma di san Vincenzo è ancora forte e visibile, soprattutto in tredici parrocchie sassaresi dove le dame si muovono nel loro terreno preferito: l’assistenza diretta, l’ascolto immediato dei poveri, il pronto soccorso della fratellanza per aiutare una famiglia in difficoltà. Si chiamano interventi di bassa soglia: la spesa pagata nel supermarket sotto casa, l’acquisto di una bombola di gas, una visita medica specialistica urgente, pannolini e pappe per un bambino appena nato. All’opera delle dame si aggiunge il lavoro di tre gruppi organizzati del volontariato vincenziano che curano opere più durature nel tempo.

«Sassari è generosa. Non mancano gli interventi del Banco di Sardegna, del Comune, dei centro commerciali. Anche se - dice padre Bruno Gonella, coordinatore regionale della Famiglia vincenziana - - la diffidenza è molto aumentata tra la gente. Ma i risultati della colletta alimentare e gli acquisti anonimi fatti in nome e per conto dei poveri sono il segno di una città sensibile».

Il carisma vinceziano della "carità" è nato nel 1617 come quello della predicazione e della formazione - magistralmente vissuto da padre Manzella proprio qui a Sassari - mentre l’assistenza e il servizio agli emarginati è scaturito dal genio di San Vincenzo e Luisa di Marillac nel 1633: le suore " Figlie della Caarità", arrivate in città nel mese di luglio del 1856. Campo d’impegno l’ ospedale civile "SS. Annunziata" in piazza Fiume. A tempo pieno, responsabili del funzionamento di tutto ciò che riguardava le corsie e la cucina. Sempre nel 1856 un altro gruppo di sister prende le redini dell’orfanatrofio "Figlie di Maria", quindi dal 1879 dell’asilo di Sant’Apollinare. Nel 1864 le suore sono alla guida anche dell’ospizio maschile " san Vincenzo de Paoli e Immacolata Concezione", voluto dall’avvocato Carlo Rugiu, da cui nel 1903 avrà origine il "Rifugio Gesù Bambino" per le orfane.

Mario Girau

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