Muore a Los Angeles il padre della Canalis
Fine improvvisa dell’ex primario di Radiologia. Università in lutto, cordoglio da tutto il mondo a Eli
SASSARI. Università in lutto per la morte di Giulio Cesare Canalis, 78 anni, per molti anni primario dell’Istituto di Radiologia dell’Università di Sassari. Il professore si è spento improvvisamente a Los Angeles, dove la figlia Elisabetta Canalis vive con il marito e la figlioletta Skyler. Proprio per trascorrere un periodo con la figlia e la nipotina che Giulio Cesare Canalis e la moglie Bruna si trovavano in California da qualche settimana. Il decesso del radiologo, originario di Tresnuraghes e molto conosciuto a Sassari, risale a sabato. Ieri mattina è stato Attilio Mastino, già rettore dell’Università e grande amico di Giulio Cesare Canalis, il primo a dare la notizia del decesso con un post su facebook. La notizia è stata poi ripresa da tutti i siti con grande rilievo. Centinaia i messaggi di cordoglio del mondo dello spettacolo. Tra i primi a manifestare la propria vicinanza a Elisabetta Canalis e alla sua famiglia è stato Antonio Ricci, che scoprì Elisabetta scegliendola come valletta di “Striscia la notizia”: lo spettacolo che la lanciò nel mondo dello spettacolo.
In città la notiziia della morte di Giulio Cesare Canalis è stata accolta con grande commozione negli ambienti medici e accademici, dove il radiologo era molto conosciuto e stimato. La sua brillante carriera e il suo ritratto sono stati tracciati con parole commosse da Attilio Mastino. «Con dolore annunciamo la scomparsa ieri a Los Angeles in California del nostro amico Giulio Cesare Canalis, già primario dell’Istituto di radiologia della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Sassari. Consigliere d’amministrazione dell’Università tra il 2001 e il 2004 – si legge nel post –. Si era appassionato alle nostre ricerche e ci aveva seguito fino a Tozeur nel deserto tunisino per il XV convegno de L’Africa romana del 2002, ai confini dell’impero».
«Lo avevamo incontrato a Tresnuraghes in tante occasioni pubbliche, come in consiglio comunale, dove era stato capogruppo di maggioranza già nella amministrazione guidata dal cognato Pippo Lubelli, poi si era ricandidato ma era passato in minoranza, infine con Antonio Cinellu: ci faceva da padrone di casa, offriva la sua malvasia, ci accompagnava a Foghe sul Rio Mannu, a San Marco, all’esibizione degli aeroplani sulla aeropista dell’altopiano – ricorda Mastino –. Metteva a disposizione la sua casa per gli studenti che seguivano il corso di epigrafia a Porto Alabe. Da ultimo l’avevamo incontrato in compagnia dell’inseparabile moglie Bruna nel cortile del nuovo museo della casa Zedda-Athene per la serata sul poeta Orlando Biddau, al quale rubiamo poche parole commosse: “Se il comune sentiero dovesse biforcare, / l’incubo della tua assenza s’addolcirà / nel tempo come sorba o dattero o corbezzolo, / solo per il calore assicurato a una casa“».
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