La tragedia sfiorata: colpa di un topo

L’Arst: rosicchiato un cavo, eravamo allertati e il treno procedeva a passo d’uomo avvisando con un fischio del suo arrivo

SASSARI. Galeotto è stato un topo, che ha dato l’altro ieri mattina a colazione ha dato l’ultimo colpo di dente alla guaina del cavo di alimentazione che regola il meccanismo automatico di apertura e chiusura del passaggio a livello di Mamuntanas, agro del comune di Alghero, mandandolo in tilt. Un tilt che per un pelo costava la pelle all’imprenditore sassarese Francesco D’Onofrio, che alle 7.15 del mattino di lunedì percorreva la strada bianca in direzione Olmedo con la sua Mercedes e figli di 10 e 12 anni a bordo. E, dopo aver impegnato i binari, non protetti dalle leve del passaggio a livello alzato, sentito il rumore del treno che arrivava ha innescato la provvidenziale retro marcia e si è poi visto sfilare davanti agli occhi il placido locomotore che procedeva intorno ai 30 km all’ora.

Ricostruzione questa contenuta nella denuncia, sporta ieri alla stazione dei carabineri, ai danni dell’assessore regionale Massimo Deiana, del direttore centrale dell’Arst Carlo Poledrini e «di tutte le eventuali altre persone che dovessero essere individuate come responsabili».

Accuse che l’Arst, mentre i suoi tecnici sono ancora impegnati a venire a capo del lavoretto dei roditori, rimanda al mittente, sostenendo che i tecnici erano a conoscenza del problema fin dalle 6.45 e che per quello «i treni procedevano seguendo il protocollo di sicurezza». Nessuna fortuna dell’automobilista insomma, ma un preciso comportamente messo in atto, con il treno che ha rallentato prima del varco aperto fino a quasi fermarsi, ha fischiato per segnalare la propria presenza e ha poi “impegnato” il tratto pericoloso procedendo a passo d’uomo. Fatti testimoniati dalle riprese della telecamera in funzione su tutti i treni Arst.

«Le operazioni di apertura e chiusura dei passaggi a livello sono regolati da appositi apparati – sottolinea una nota dell’azienda regionale dei trasporti – i cui meccanismi automatici possono essere soggetti ad avarie con conseguenti malfunzionamenti la cui causa può dipendere da molteplici fattori: condizioni metereologiche avverse, problemi di alimentazione, atti vandalici. Nella fattispecie è stato appurato che il mancato funzionamento è stato causato da roditori che hanno eroso la guaina del cavo di alimentazione causando una dispersione elettrica». Poi il punto saliente della replica «I nostri operatori Arst erano perfettamente a conoscenza del problema tecnico verificatosi, fin dal passaggio del primo treno delle ore 6,45 proveniente da Sassari, e hanno dato immediata comunicazione al servizio preposto per il conseguente intervento di ripristino. Sono state, pertanto, attivate tutte le procedure cautelative e di messa in sicurezza da adottare in caso di avaria. Il macchinista, nel pieno rispetto delle norme, ha rallentato la corsa sino a fermarsi e ha azionato il fischio del treno per segnalare la propria presenza e quindi poter procedere al transito, come si evince chiaramente dalle registrazioni di bordo».

Ben diversa la ricostruzione di D’Onofrio, che parla del rallentamento ma solo per far salire un passeggero, e chiama a testimoniare anche la sua collaboratorice domestica che - a suo dire - avrebbe trovato varie volte aperto il passaggio a livello nel tratto segnalato, e senza che venisse messa in campo nessuna precauzione.

Guasto per la cui riparazione i tecnici regionali sono al lavoro da due giorni. I cavi che alimentano il meccanismo di apertura passano infatti in un cunicolo, vicino al quale è stata trovata la tana dei roditori.

Il problema è ora trovare la parte precisa danneggiata dai topi, e sostituirla. Impresa non facile visto che il cavo è lungo oltre 400 metri. Dall’Arst promettono però che questa mattina il passaggio a livello sarà nuovamente in funzione.

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