Reddito d’inclusione i Comuni incalzano la Regione sui tempi
Dal Plus di Osilo l’allarme: sussidi alle povertà, ci sono ritardi Presto si farà il punto sullo stato d’attuazione del Reis
OSILO. Nonostante la presa di posizione di qualche giorno fa dell’assessorato regionale delle Politiche sociali, che in merito al Reis (reddito di inclusione sociale) precisava che «i Comuni hanno piena facoltà di adottare già da ora tutti gli atti che rientrano nei compiti loro assegnati dalla legge, secondo le priorità previste dalla delibera di dicembre della giunta regionale», c’è ancora molta incertezza su tempi e modalità di attuazione della misura. Lo sottolineano dal Plus di Osilo che, come tutti gli altri Plus della Sardegna dovrebbe svolgere un ruolo decisivo nell’attuazione di quanto previsto dalla legge regionale. «E’ vero che a dicembre la giunta regionale ha approvato le linee guida – affermano dall’Ufficio di piano del Plus – ma è anche vero che quelle linee non sono sufficienti a definire tutta la fase operativa di competenza dei Comuni e dei Plus. Prova ne sia – aggiungono dall’Ufficio di piano – che nello stesso comunicato di qualche giorno fa, l’assessorato precisava che “a breve verrà inviata una comunicazione contenente ulteriori specificazioni relative alle procedure”, cosa che non è ancora avvenuta».
Sul problema, comunque, il Plus Anglona-Coros-Figulinas terrà a breve una conferenza di servizi in cui verrà fatto il punto sullo stato di attuazione del Reis. Il reddito di inclusione sociale “Agiudu torrau” è stato istituito dalla Regione con la legge 2 agosto 2016, n. 18. Il suo obiettivo è quello di operare «attivamente – come recita l’articolo 1 - affinché ogni nucleo familiare, unipersonale o pluripersonale, nel territorio isolano superi la condizione di povertà e sia posto in condizione di accedere ai beni essenziali e di partecipare dignitosamente alla vita sociale, disponendo di un reddito sufficiente a garantire la dignità e il diritto alla felicità della vita».
Dal punto di vista operativo, è previsto che il Reis si colleghi e si integri col “Sia” (Sostegno all’inclusione attiva) nazionale, seppure da questo differisca in alcuni aspetti importanti, declinati nel Reis con condizioni di maggior favore per gli utenti. Una prima differenza riguarda gli importi, che mentre per il Sia sono calcolati sulla singola persona e variano da un minimo di 80 euro a un massimo di 400, per il Reis – a parità di caratteristiche del nucleo familiare - il minimo erogabile è di 200 euro e il massimo di 500. Viene ampliata anche la platea dei potenziali beneficiari, che pur prevedendo le stesse modalità di accesso del Sia, eleva da 600 a 800 la soglia dei trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale entro la quale si può aver diritto alla prestazione. Un ulteriore ampliamento riguarda le soglie dell’Isee che, sulla base di una scala di priorità stabilite dalle linee guida, possono includere situazioni altrimenti escluse, e che potrebbero anche essere elevate da 3mila euro a 5mila. In questo senso, potrebbero beneficiare del Reis anche i richiedenti le cui domande sono state respinte dall’Inps perché non hanno raggiunto il punteggio previsto dal bando nazionale.
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