Fondi per il rio Chereno Sarà messo in sicurezza
ITTIRI. Correva l’anno 2014 quando il consigliere di opposizione Giacomo Zara segnalava, all’allora sindaco Tonino Orani, la situazione di pericolosità esistente nella zona di “Chereno”, a pochi...
ITTIRI. Correva l’anno 2014 quando il consigliere di opposizione Giacomo Zara segnalava, all’allora sindaco Tonino Orani, la situazione di pericolosità esistente nella zona di “Chereno”, a pochi chilometri dal paese, dove l’omonimo fiume, aveva eroso gli argini impedendo a numerosi proprietari di accedere, in sicurezza, ai propri terreni. Nei giorni scorsi, dopo circa tre anni da quella segnalazione, l’assessorato regionale ai Lavori Pubblici delibera lo stanziamento di 150mila euro per gli interventi necessari alla messa in sicurezza degli argini e al ripristino dei luoghi. Quale migliore occasione quindi, per un consigliere comunale iperattivo come Zara, far sapere ai propri concittadini, attraverso facebook, che quei soldi sono il frutto di una sua segnalazione? Apriti cielo! Appena letta la notizia sul social network il sindaco Antonio Sau, tra il serio e il faceto, precisa: «Non sapevo – ironizza il primo cittadino rivolgendosi a Zara – che le segnalazioni portassero soldi, pensavo che fossero arrivati perché, dopo varie segnalazioni, l’amministrazione aveva fatto richiesta di finanziamento alla Regione, allegando foro e documenti …..– conclude Sau – probabilmente avevo capito male. Comunque grazie anche da parte mia».
In effetti, il 2 luglio 2016, l'assessore comunale all’agricoltura, Gian Mario Cossu, ha inviato una nota alla Regione indirizzata agli assessorati ai Lavori pubblici e Ambiente, nota che aveva per oggetto, appunto, la richiesta di finanziamenti per la messa in sicurezza del rio Chereno a seguito di cedimento dell'argine parallelo alla strada denominata “Pala Cariasa”. Nella nota si specificava che «a causa delle precipitazioni che hanno interessato il Comune di Ittiri nei mesi di gennaio, febbraio e marzo (la nota non specifica l'anno, ma si presume sia il 2016, ndr) l’argine del “Rio Chereno”, costituito da pietrame scapolo racchiuso in gabbie metalliche, ha ceduto riversandosi sul proprio alveo. L'intervento è stato stimato in 150mila euro. In allegato – concludeva Cossu – si invia la relazione tecnica con documentazione fotografica sullo stato della zona in oggetto». Nell'ambiente politico, e non solo, le piccole, ma significative punture di spillo tra il primo cittadino e un consigliere di opposizione sono il pane quotidiano e il sale della politica. Rimane il fatto, piuttosto strano, ma non troppo, che l'attenzione dei cittadini venga spostata su modi, tempi e paternità del risultato ottenuto piuttosto che nella sostanza rappresentata dal fatto che il “Rio Chereno” sarà finalmente messo in sicurezza, consentendo ai proprietari dei terreni che si affacciano sulle due sponde di accedere facilmente e in sicurezza, ai propri terreni.
Vincenzo Masia
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