La Nuova Sardegna

Sassari

I sussidi dei servizi sociali sotto la lente della Procura

di Salvatore Santoni
I sussidi dei servizi sociali sotto la lente della Procura

Sennori, indagine della Guardia di finanza. Sequestrati documenti in municipio Alcuni beneficiari non avrebbero avuto diritto ad ottenere i contributi comunali

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SENNORI. La Procura di Sassari indaga sui servizi sociali di Sennori. Il pubblico ministero Cristina Carunchio ha aperto un fascicolo su presunte anomali nei sussidi erogati agli utenti dal settore delle politiche sociali del paese della Romangia. E nei giorni scorsi i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Sassari si sono recati nel municipio per acquisire un’ingente mole di documenti.

Di presunte anomalie nell’erogazione dei sussidi si era parlato nei mesi scorsi in consiglio comunale, quando la minoranza aveva attaccato durante l’ex assessore ai Servizi sociali nella passata amministrazione (oggi è anche vicesindaco) Mario Satta, per aver chiamato a lavoro un turno extra del servizio civico comunale a pochi giorni dalla scadenza dei termini dal bando che serviva per stilare la graduatoria dei beneficiari.

La querelle era nata sui nomi di dieci persone, chiamate a svolgere il servizio civico nel mese di maggio del 2016, pochi giorni prima delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale sennorese. Una tempistica che aveva fatto balzare sulla sedia i componenti della minoranza e scatenato una bufera politica, scattata sotto le elezioni e andata avanti per mesi. L’apice è stato raggiunto lo scorso mese di novembre, cioè quando il consiglio comunale è stato chiamato a mettere una pietra sulla vicenda approvando 21mila euro di debiti fuori bilancio. Un debito scoperto dopo che gli uffici avevano accertato una serie di errori nelle procedure di impegno di spesa.

In particolare, il consigliere comunale Antonio Canu aveva messo in evidenza presunte storture rispetto alla situazione di alcune persone, con la presenza di beneficiari che percepivano già altri redditi, e che quindi non avrebbero dovuto avere diritto al sussidio. Inoltre, sembra che siano presenti in graduatoria parenti di alcuni amministratori del Comune. La notizia era deflagrata in aula scatenando un duro scontro tra maggioranza e minoranza. E la discussione si era chiusa con l’augurio del consigliere Canu affinché la giustizia facesse il suo corso. La vicenda è stata molto chiacchierata fino a pochi giorni fa, quando i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, guidato dal comandante Marco Sebastiani, si sono presentati in municipio per acquisire una serie di carte.

Secondo le scarne indiscrezioni, trapelate dalla cortina di riserbo che circonda l’inchiesta avviata dalla Procura, i militari avrebbero acquisito un’ingente mole di fascicoli personali contenenti i progetti dei beneficiari dei sussidi erogati in un arco temporale consistente.

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