«Niente elezioni ma cambiamo marcia»
Il Partito dei Sardi rinnova la fiducia in città e in Regione alla coalizione sovranista e presenta i risultati di 2 anni di governo
SASSARI. Nessuna attrazione per elezioni anticipate, strappi e tensioni. Ma la consapevolezza di una forza che cresce, dentro le aule e nei territori. E la voglia di rilanciare, chiedendo a livello comunale e regionale un cambio di passo.
Cala le carte il Partito dei Sardi. E, incassato pochi giorni fa l’ingresso nel gruppo regionale di un quinto consigliere, mette in fila quanto fatto in due anni di governo della «repubblica autonoma dei lavori pubblici», carica assessoriale che il PdS occupa sia in Regione con il presidente del partito Paolo Maninchedda che nel Comune di Sassari con Ottavio Sanna. Poltrona, soprattutto a inizio legislatura, non tra le più comode e che si è invece rivelata un incredibile volano per favorire il cambio di passo del partito indipendentista. «Se non avessi in testa un grandissimo progetto – sottolinea Paolo Maninchedda in un incontro a Palazzo Ducale – non riuscirei a occuparmi di tutte le piccole cose che iniziano a fare la differenza. Mentre me ne occupo però, visto che riguardano la mia terra, non posso che farlo con spirito pratico e umile, aggiornando in continuazione le performance di efficienza, accettando critiche ed esami quotidiani. Chiedendo solo che qualche volta mi venga comunicato se questi esami sono stati passati».
Perché, oltre al cambio culturale che il partito rivendica di star favorendo, sono i risultati che fanno salire le quotazioni dei sovranisti, a livello locale e regionale. «Abbiamo messo in campo una progettualità mai vista – sottolinea l’assessore comunale Ottavio Sanna – e abbiamo 40 milioni da investire nel biennio 2017-2018, frutto del lavoro del Pds, del Comune, della Regione. Abbiamo progetti in campo nell’area della casa, con Sassari che sta diventando punto di riferimento a livello regionale per le sue politiche abitative fatte di bandi innovativi, housing sociale, contributi affitto. E poi l’area scuola, con 8 milioni messi a correre con iscol@ e lavori di manutenzione in oltre 70 scuole dopo altre 30 anni. Poi il tempo libero, con 10 milioni che ahnno impedito la chiusura degli impianti spotivi cittadini e ce li consegneranno riqualificati e meno onerosi. E con tanti investimenti nelle borgate. E questo fatto con l’idea di generare economia, soprattutto nel settore dell’edilizia, trainante per il Nord». «In due anni – ha chiosato Maninchedda - abbiamo destinato all’area vasta di Sassari 150 milioni di investimenti. Nel settore idrico fognario, nell’edilizia residenziale e nella viabilità. È abbastanza? No. È un primo passo. Di un cammino lungo, che non si ferma alle pochezze del dibattito politico italiano, ma guarda all’Europa, al Mondo, alla Sardegna, soprattutto. Nella convizione che non esista miglior modo per convincere della bontà delle nostre idee che lavorare, e ancora lavorare».
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