La Nuova Sardegna

Sassari

I migranti lavoreranno alle piccole manutenzioni

di Barbara Mastino
I migranti lavoreranno alle piccole manutenzioni

Delibera della giunta per l’inclusione dei giovani ospitati nei centri di accoglienza Il progetto prevede l’impiego a titolo gratuito per la cura della cosa pubblica

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OZIERI. Inclusione sociale, al servizio della comunità, per i migranti e i profughi ospitati nelle strutture di accoglienza appositamente predisposte a Ozieri. Questa l’iniziativa in fase di studio da tempo ma approvata solo nei giorni scorsi dalla giunta comunale di Ozieri, che ha dato il via a un progetto di inserimento dei ragazzi ospitati nei centri di accoglienza di Ozieri in piani di manutenzione della “cosa pubblica”.

I ragazzi lavoreranno a titolo gratuito (con l’assicurazione, che è dovuta ogni lavoratore, garantita dall’Inail attraverso un’apposita convenzione siglata dal Comune) e saranno occupati in interventi di decoro urbano, manutenzione del verde pubblico, piccoli interventi edili straordinari.

Questo, per lo meno, è l’impegno in capo al Comune, ma sono già attive delle convenzioni - come quella con la parrocchia di Chilivani, che ha chiesto la disponibilità di un paio di giovani migranti per le piccole manutenzioni del quartiere - e altre potranno essere attivate su richiesta da parte di privati, imprese, associazioni.

«Ben vengano queste richieste e queste collaborazioni – dice il sindaco Leonardo Ladu – perché noi in questo momento possiamo gestire solo pochi interventi (ovviamente occorre un controllo, ndr) ma saremmo ben lieti di vedere questi ragazzi impegnati in mansioni di pubblica utilità, cosa che oltrettutto loro stessi ci hanno a più riprese richiesto». Questa cosa va detta, senza dubbio: i ragazzi (per lo più giovanissimi) che sono ospitati a Ozieri nei due centri di accoglienza (in particolare da quello gestito dalla Florgarden, che da subito aveva sollecitato questo tipo di accordo con il Comune), vorrebbero davvero rendersi utili - fermo restando il fatto che alcuni di loro non vedrebbero l’ora di partire da Ozieri e dalla Sardegna - e dimostrare che provano della gratitudine nei confronti di una piccola cittadina che li ha accolti. «Questo progetto di inserimento lavorativo – dice infatti il sindaco – non sarebbe stato certo possibile senza la più ampia disponibilità dei ragazzi che sono ospitati nei centri di accoglienza». Ragazzi, per lo più giovanissimi, che di sicuro vorrebbero essere ovunque tranne che a Ozieri - o addirittura in Sardegna, ma questo si sa - e che sicuramente vorrebbero raggiungere le proprie famiglie in contesti (o Paesi) più ricchi. L’iniziativa attivata dal Comune di Ozieri è assolutamente autonoma, poiché non è previsto da alcuna legge nazionale che si deliberino progetti per l’inserimento sociale dei profughi e dei migranti. Come riferimento normativo, che però non ha valore di legge, c’è solo una circolare del ministero dell’Interno, dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione, del 27 novembre 2014, che sollecita «gli enti territoriali e locali a porre in essere percorsi finalizzati a superare la condizione di passività» delle persone che giungono in Italia da condizioni disagiate «attraverso il loro coinvolgimento in attività volontarie di pubblica utilità svolte a favore delle popolazioni locali e finalizzate ad assicurare maggiori prospettive di integrazione nel tessuto sociale».

Un’indicazione - ancorché non normativa - che da più parti si auspica possa diventare effettiva legge nazionale.

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