La Nuova Sardegna

Sassari

IL CONVEGNO

Le lotte di Maddalon per i lavoratori della terra

di Antonio Meloni

SASSARI. Il ricordo più bello è affidato alla figlia Grazia, quello più intenso ai compagni di partito e sindacato che con lui hanno condiviso le lotte per l’emancipazione dei lavoratori della terra....

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il ricordo più bello è affidato alla figlia Grazia, quello più intenso ai compagni di partito e sindacato che con lui hanno condiviso le lotte per l’emancipazione dei lavoratori della terra. Se l'agricoltura sarda oggi vanta condizioni accettabili lo deve anche all’opera infaticabile di Eugenio Maddalon che in tempi difficili ha gettato le basi del rilancio di un settore determinante per l'economia dell'Isola. La figura del sindacalista, del politico e del gentiluomo, è stata ricordata ieri nell'aula magna del dipartimento di Agraria, durante un convegno voluto fortemente dai familiari, che, a qualche mese dalla scomparsa, hanno riunito allo stesso tavolo personalità del mondo accademico e politico, del sindacato e della cooperazione, ma soprattutto i tanti amici che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne le doti dell'uomo prima ancora del politico e del sindacalista. Esponente di una famiglia antifascista, Maddalon, di padre italiano e madre rumena, arriva in Sardegna, a Santa Maria La Palma, negli anni Quaranta del Novecento, poco più che diciottenne. Il padre è assegnatario di un terreno dell'ente ferrarese impegnato nelle bonifiche della Nurra. Da lì, a contatto con i problemi dei contadini, in una Sardegna povera, ma fiera, comincia la sua battaglia per la rivendicazione dei diritti degli agricoltori che lo porta, in breve tempo, alla guida di un vasto movimento divenuto presto organizzazione sindacale in piena regola. Prima Federmezzadri e Federterra, quindi Lega delle cooperative, poi Unione dei contadini per arrivare, infine, ai vertici della Confederazione italiana agricoltori di cui sarà presidente dal 1970. Nelle file del partito comunista viene eletto anche al consiglio regionale dove siederà per ben due legislature, dal 1969 al 1979. Ma il suo impegno e il suo cuore saranno sempre con gli agricoltori nel tentativo di rivendicarne condizioni migliori in una realtà difficile e arretrata.

«Sapeva convincere e coinvolgere - ricorda Giovanni Maria Canu, attuale presidente territoriale della Cia - pensava per generazioni non per mandati e aveva a cuore il futuro dei lavoratori della terra». «Tracciare il profilo di Eugenio Maddalon - spiega Giuseppe Pulina, amministratore di Forestas e coordinatore del convegno - significa ripercorrere gli ultimi settant'anni di agricoltura sarda che lui ha vissuto da indiscusso protagonista». Diversi gli impegni scanditi da Maria Rosa Cardia, presidente dell'associazione ex consiglieri regionali, dall'irrigazione alla meccanizzazione, dalla riduzione dei canoni d'affitto alla costituzione del fondo di solidarietà regionale per le calamità naturali, fino ai più recenti provvedimenti per il miglioramento della zootecnia.

«Ha raccolto con coraggio, impegno e onestà - ha detto Franco Nuvoli, coordinatore del Centro studi sulle terre civiche - le più importanti sfide dell'agricoltura sarda». Fabio Chessa, direttore della Cia di Sassari, ha rimarcato ancora il suo impegno per l'emancipazione dei contadini e il sindaco Nicola Sanna ha ricordato quanto i lavoratori della terra si sentissero orgogliosamente rappresentati. Al direttore del dipartimento di Agraria, Antonio Pazzona, oltre agli onori di casa è toccato ripercorrerne la lunga biografia supportato da una sequenza di slide corredate da fotografie che sanno di storia. I lavori proseguiranno oggi, sempre ne dipartimento di Agraria, con una tavola rotonda che si concluderà in tarda mattinata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative