Giocoamico sospeso per i piccoli ricoverati
Non è stata rinnovata la convenzione per il servizio di sostegno psicologico in Chirurgia pediatrica
SASSARI. Dal primo febbraio è sospeso un servizio che consentiva ai bambini ricoverati nella clinica di chirurgia pediatrica di affrontare un intervento come se fossero protagonisti di un grande gioco, dimenticando eventuali paure e ansie. L’Azienda ospedaliera universitaria, infatti, non ha ancora rinnovato la convenzione con Sardegna Amaci, l’Associazione malattie chirurgiche infantili responsabile del progetto chiamato Giocoamico da quando, nel lontano 2009, è stato creato e che mai aveva avuto interruzioni.
All’appello mancano diecimila euro, la quota annuale che l’Aou metteva a disposizione, irrobustita da un ulteriore finanziamento della stessa entità da parte della Fondazione di Sardegna e dal contributo di Sardegna Amaci.
Il ritardo nel rinnovo della convenzione non pare sia certo per questione economiche: diecimila euro nel bilancio di un’azienda ospedaliera sembrano davvero una goccia nel mare. Considerato che nella clinica pediatrica si eseguono tra i 300 e i 400 interventi chirurgici all’anno, la spesa per ciascun bambino sarebbe di 25, al massimo 30 euro.
Sta di fatto che sono passati sei mesi dalla scadenza della precedente convenzione e finiti i fondi a disposizione l’interruzione del progetto è diventata obbligatoria. La precedente gestione Aou non aveva posto vincoli al prosieguo del servizio, ma poi con i cambi al vertice e la fusione dell’Asl con l’Azienda universitaria, il progetto “Giocoamico” è probabilmente entrato nell’elenco delle tante cose da fare.
Il sostegno ai piccoli pazienti nella fase preoperatoria è uno dei fiori all’occhiello del reparto e finora è stato garantito da un’educatrice, che lo ha ideato sulla base di una propria esperienza nell’ospedale di Parma, e da alcuni volontari, formati dalla stessa operatrice nell’ambito di un accordo di tirocinio con la facoltà di Scienze dell’educazione dell’Università sassarese. La clinica di chirurgia pediatrica è stata la seconda in Italia, dopo Parma, ad attivare Giocoamico. Tanto per dire, al Niguarda di Milano, hanno preso esempio proprio da Sassari. E tutt’ora sono pochissimi gli ospedali nella penisola che possono offrire ai piccoli ricoverati e alle famiglie un supporto di tipo psicologico in un momento così delicato per la vita di un bambino quale è l’ingresso nella sala operatoria. Perciò l’Aou ora ha nelle sue mani la felicità di tanti bambini.
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