All’Ipia si progettano gli umanoidi del futuro
Nao è un robot che interagisce con gli studenti e obbedisce ai comandi vocali Gli studenti stanno mettendo a punto un software per aiutare i ragazzi autistici
SASSARI. Nao è un robot di plastica dalle sembianze umane, alto 58 centimetri. È un cosiddetto umanoide. Il suo involucro è prodotto in Francia dalla società Aldebaran robotics, che fa capo al colosso giapponese Softbank, ma a dargli voce, anima e movimenti, sono gli studenti dell’Ipia Pellegrini di Sassari, istituto guidato dal dirigente Paolo Acone, che nella sua offerta didattica ha incluso la formazione specialistica in automazione e robotica.
Una vera e propria palestra per le menti del futuro, dove i ragazzi imparano come programmare le macchine e i robot per farli funzionare in automatico o sotto il controllo a distanza dell’uomo. Controllo che può avvenire con comandi vocali, come è stato fatto per Nao, o tramite applicazioni da installare sugli smartphone.
Tutto frutto dell’ingegno degli studenti del Pellegrini. Così Nao, l’umanoide dell’Ipia, si muove, parla e interagisce con i ragazzi della scuola eseguendo alla perfezione i loro ordini, e rispondendo alle loro domande. «Nao siediti!», e il robot si siede per terra. «Nao riposati», e il piccolo umanoide dal cuore di plastica si piega sulle gambe e assume una posizione da riposo. «Nao, tai chi», e Nao esegue esercizi dell’antica arte marziale accompagnato da una musichetta orientale. Poi educatamente saltua e si rimette a riposo.
Queste sono solo delle simulazioni a scopo dimostrativo, che danno un’idea della potenzialità del robot, da sfruttare in mille campi.
Per questo all’Ipia di via Grazia Deledda stanno mettendo a punto un programma software molto specifico, per far sì che Nao possa davvero rendersi utile: «Abbiamo pensato a un programma grazie al quale Nao potrebbe essere d’aiuto ai ragazzi autistici, e accompagnarli nel loro percorso di apprendimento e socializzazione», spiega il professor Danilo Nardi, fisico teorico che guida gli studenti dell’Ipia nei loro studi di automazione e robotica. «È un’idea che coltiviamo da un po’ di tempo e che ora faremo di tutto per trasformarla in un progetto concreto».
Il programma con cui Nao interagirà con i ragazzi autistici sarà chiaramente sviluppato dagli studenti. «Da noi gli studenti seguono un percorso che nei primi due anni di lezioni insegna loro una visione spesso del tutto nuova della realtà. Si approcciano allo studio delle macchine automatiche, della robotica, della domotica», spiega ancora il professore. «E poi negli anni successivi approfondiscono le loro conoscenze e imparano a sviluppare i programmi necessari al funzionamento delle macchine».
Le loro prime cavie sono i droni, poi passano ai sistemi più complessi come le macchine industriali, la domotica, fino ai robot e all’ultima frontiera degli umanoidi.
I risultati di questo percorso di studi e dell’attività dei laboratori è stato proposta alla città nei giorni scorsi, con due eventi che hanno fatto scoprire l’Ipia al pubblico: l’Open day, e il Robot day. Con l’Open day gli spazi della scuola sono stati aperti a tutti i visitatori, mentre il Robot day è stata una vera e propria giornata dimostrativa in cui gli studenti hanno mostrato come con i loro programmi e le loro app per smartphone riescano a far funzionare vari robot e Nao, l’umanoide del futuro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google