Asl debitrice di 20 euro e il Tar la condanna
SASSARI. Venti euro, anzi per la precisione 20 euro e 65 centesimi. Più gli interessi e le spese legali, naturalmente. È di 2.820 euro e 65 centesimi il conto presentato dal Tar alla Asl di...
SASSARI. Venti euro, anzi per la precisione 20 euro e 65 centesimi. Più gli interessi e le spese legali, naturalmente. È di 2.820 euro e 65 centesimi il conto presentato dal Tar alla Asl di Sassari che per avere omesso di pagare venti euro a una ditta fornitrice. Una società che ha trascinato l’azienda sanitaria davanti ai giudizi amministrativi per ottenere fino all’ultimo centesimo, è proprio il caso di dirlo, della somma che l’Azienda sanitaria locale era stata condannata a pagare nel settembre del 2016.
I venti euro e spiccioli erano la somma residua di una cifra ben più consistente he la Asl doveva al suo fornitore: 61.415,66 euro, senza considerare gli interessi, le spese di giudizio (2.135 euro per compensi e altri 406 per esborsi vari) le spese generali, l’Iva e impost varie. Nelle more del giudizio la Asl si è arresa a undecreto ingiuntivo e ha pagato alla ditta 61.395 euro e un centesimo, e altri 698 euro più 84 centesimi a titolo di interessi di mora. Se credeva di avere saldato il debito, il contabile della Asl si è dovuto presto ricredere. Mancavano all’appello 20 euro e 65 centesimi. La società non ha desistito e ha mandato avanti il ricorso davanti al Tribunale amministrativo della Sardegna, ai quali quei venti euro non sono sembrati una cifra irrisoria. Al contrario.
Il collegio presieduto da Francesco Scano (consiglieri Tito Aru e Giorgio Manca) ha argomentato sulle ragioni della società fornitrice, rappresentata e difesa dagli avvocati Anna Maria Marrosu e Mario Vitale, dandole ragione. La Asl sassarese invece non si è costituita in giudizio e quando riceverà la sentenza, che è stata pubblicata venerdì scorso, scoprirà di dover pagare quei 20 euro e 65 centesimi. Se non lo farà, il Tar ha già nominato un commissario ad acta che sarà pagato mille euro e che potrà presentare una relazione alla Procura generale della Corte dei Conti «per le valutazioni di competenza».
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