Pace armata in giunta Il sindaco: «Ripartiamo»
Duro faccia a faccia ieri mattina, poi la decisione di rinnovare la fiducia a Sanna Confermate le dimissioni di Marras, il sostituto al Bilancio arriverà in settimana
SASSARI. «Ripartiamo. In un momento non facile per la città, ma sicuri che dopo due anni e mezzo di semina e arrivato il momento di raccogliere». Ha la faccia più distesa il sindaco Nicola Sanna, che aspetta nel suo ufficio l’inizio del consiglio comunale pomeridiano, ricaricato dalla lunga e non facile giunta durata tutta la mattina.
Un «uno contro tutti» decisamente meno surreale di quello di lunedì. Dove per tre ore si era andati avanti sempre più rigidi, con la rabbia che era finita per esplodere a lavori finiti, tracimando nei siti e nelle pagine di giornale. E proprio la dichiarazione di guerra dell’altro ieri sera, con la giunta ammutinata contro il «sindaco padrone» è stata la base di partenza della “pace armata” arrivata a fine mattinata.
Si va avanti insomma, più o meno coesi. Con qualche ferita da curare e alcuni rapporti che difficilmente torneranno come prima. E una «geografia» dei fedelissimi per l’ennesima volta da ridisegnare per il primo cittadino. E si riparte dai saluti al dimissionario Alessio Marras, impegnato in queste ore ad accettare l’importante promozione in Unipol, e dalla nomina del nuovo assessore, che arriverà in settimana anche se verrà ufficializzata solo nella prossima seduta di consiglio, presumibilmente martedì.
«Ringraziamo Alessio Marras – spiega Nicola Sanna –. Il suo addio non può che dispiacere, ma non c’è alcuna conseguenza di carattere politico, sia in ordine ai partiti di maggioranza e di coalizione, sia ai rapporti con gli assessori. La giunta lavorerà da subito per promuovere l’approvazione del bilancio 2017 che era già a buon punto, con il lavoro svolto dall’assessore».
Quadro politico confermato dunque, con il nuovo assessore, che magari perderà qualche pezzo tra Bilancio, Programmazione e Tributi, e rimarrà in quota al sindaco, pescato tra i pretoriani della civica Sassari Bella dentro. Con Nicola Sanna che in attesa di sfogliare la rosa dei papabili ha preso l’interim delle tre deleghe, e probabilmente finirà per tenerne almeno una.
Un parziale cedimento rispetto al niet di lunedì, che potrebbe essere il primo passo verso quella «collegialità delle scelte» su cui tutti ieri, in un confronto a tratti anche molto duro, si sono detti pronti a lavorare. Con Nicola Sanna disposto a rivedere alcuni «dettagli» tutti interni ai rapporti con i suoi assessori, senza però esimersi dal mettere sul piatto tutte le volte in cui ha cambiato idea, programmi, azioni, aprendo alle proposte, sopratutto dei “fondatori”. «Alcuni mi dipingono testardo all’eccesso – sottolinea –. Se questo vuol dire portare avanti con caparbietà la visione di città presentando la quale abbiamo costruito la vittoria elettorale allora sono colpevole. Abbiamo una visione. E in due anni e mezzo abbiamo portato oltre cento milioni di risorse di ogni tipo per alimentarla. Ma il confronto non è mai mancato. Sulla Ztl ad esempio, o sulla pista ciclabile in viale Dante, solo per citare i primi due esempi che ricordo. Io avevo idee di partenza, si è discusso, siamo arrivati ad altre conclusioni. Certo – continua il sindaco – su partite come la residenzialità studentesca in centro ho puntato i piedi. In questi giorni il ministro Pinotti ha risposto a Pigliaru dandogli la disponibilità della caserma Lamarmora. Su alcune questioni serve discrezione, pazienza e costanza. Ma i miei non sono annunci, ma atti concreti che maturano. Due anni e mezzo sembrano tanti ma sono un tempo ragionevole se si parla di progetti fondamentali».
Parole in parte già sentite, a cui però il sindaco ha aggiunto l’elenco delle incompiute importanti che in questo anno si «muoveranno». Chiedendo ai suoi assessori di scommettere ancora su questa maggioranza. Scommessa fatta, al netto di qualche muso lungo. E di qualche amico che amico non è più. Con la giunta che si rimette in cammino. Aspettando la prossima curva di questa gara in salita nella quale si spera di intravedere per la prima volta il traguardo.
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