Il Verdi apre le porte e si appella alla città: patrimonio di tutti
L’invito della cooperativa che ha preso in mano la gestione «Gli operatori siano con noi per salvare un pezzo di storia»
SASSARI. «Il teatro è a disposizione della città, invito tutti gli operatori della cultura e dello spettacolo, i commercianti e le istituzioni a proporre idee e progetti per collaborare al rilancio di un pezzo di storia sassarese perché rappresenti ancora il cuore pulsante della città». Stefano Mancini è il presidente della cooperativa Teatro e/o Musica, l’associazione che da quarant’anni offre cultura e spettacoli alla Sardegna. Un paio di mesi fa la cooperativa ha preso in mano la gestione del Teatro Verdi di via Politeama, e ieri Mancini, si è rivolto alla città per chiedere sostegno e collaborazione. Non con soldi o prebende, ma con idee e progetti. Una sorta di patto sassarese per far sopravvivere, o meglio rinascere, un teatro che per la città è più di un’istituzione. L’appello cordiale, con il sorriso sulle labbra, è stato rivolto ieri mattina nel corso di un incontro pubblico, convocato nella sala concerti di via Politeama, davanti a decine di rappresentanti delle associazioni culturali, dei commercianti del centro storico e di cittadini comuni. Mancava il sindaco, che all’ultimo momento ha dovuto disdire la sua partecipazione a causa di impegni istituzionali, ma che ha comunque manifestato con una lettera la condivisione dell’iniziativa. «Per tenere vivo il teatro Verdi e la sua storia, bisogna riuscire a riempirlo. La struttura deve lavorare molto per riuscire a coprire gli alti costi di gestione», ha spiegato Mancini, affiancato per l’occasione da due dei sessantuno proprietari dell’edificio di via Politeama, Gabriele Satta e Carlo Solinas. «La nostra è un’eredità da onorare», ha detto Satta, «il Verdi, con i suoi 132 anni, rappresenta un pezzo importante di storia della città. La proposta alternativa a quella della Cooperativa era di fatto superiore dal punto di vista economico, ma non garantiva una continuità. Per noi è stato importante affidare il Verdi a Teatro e/ o Musica, e siamo convinti che sia una scelta coerente con una linea che ci arriva da molto lontano». Almeno per il momento al Verdi non tornerà il cinema: «Non lo escludiamo a priori, ma per ora preferiamo concentrarci nel fare ciò che sappiamo fare. Ma un’idea che ci piace è quella di riservare sale minori alla proiezione di rassegne di cinema d’essai», ha spiegato Stefano Mancini. «La nostra gestione sarà in linea con la storia della nostra cooperativa, e per far funzionare al meglio il Verdi, lo mettiamo a disposizione della città. Invitiamo tutti a proporre idee». Intanto l’attività è già iniziata e in cartellone ci sono già due proposte importanti: “I grandi interpreti della musica”, con sette appuntamenti, e il Progetto scuole, con nove date. E poi, l’8 aprile, un vero evento: il concerto di Carmen Consoli, curato dalle Ragazze Terribili . Il Verdi proporrà anche un corollario di offerta culturale: «Il Verdi, non è solo la sala grande, ma una struttura che con i suoi spazi accessori come la sala concerti e il foyer può diventare contenitore ideale per mostre di arti visive, presentazioni di libri e per le più svariate iniziative che le realtà culturali cittadine vorranno proporci», ha concluso Mancini.
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