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Sassari

La rabbia dei residenti: «Colto, bello, trascurato»

La rabbia dei residenti: «Colto, bello, trascurato»

La gente ha voglia di sicurezza, servizi e interventi per migliorare la viabilità Una signora: «Guardate viale Trieste... un tempo era il migliore della città»

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SASSARI. Mai come in questo periodo, la gente di Cappuccini desidera parlare per elencare, dati alla mano, le tante magagne di un quartiere storico a cui gli abitanti sono affezionati davvero. Nel bar di Giovanni Brianda, in viale Trieste, a una manciata di metri dal punto in cui la transenna ricorda il cedimento della condotta, a metà mattina c’è il consueto via vai del caffè. Quando si parla del parcheggio dell’Auditorium, la discussione si anima e il barista non ha dubbi: «Per il quartiere sarebbe una manna dal cielo poter contare su una struttura del genere, la gente non sa dove lasciare la macchina e spesso te le ritrovi parcheggiate selvaggiamente sui marciapiedi». «Questo non è l’unico problema – incalza Pierfranco Mulas mentre aspetta il caffè al bancone – vogliamo parlare dell’illuminazione sempre più scarsa o delle condizioni delle strade? Ultimamente i cerchioni rotti non si contano». «Il quartiere è bello – dice Carla mentre addenta una pasta –, ma assolutamente abbandonato, ciò che chiediamo è soprattutto sentirci più sicuri«.

E a proposito di sicurezza, Elisa Apicella nei giorni scorsi, all’apertura del suo negozio di specialità sarde, in viale Trieste all’angolo con viale Mameli, ha avuto l’amara sorpresa di trovarlo svaligiato: «Devono essere entrati nella notte – racconta – hanno avuto il tempo di portar via forme di formaggio e salumi, ma anche il registratore di cassa. Il danno supera i 1500 euro».

Poco distante c’è il piazzale di Cappuccini, dove affacciano l’Auditorium e il Conservatorio, la chiesa di San Francesco e il convento dei frati. Il parroco, padre Isidoro de Michele, qualche tempo fa aveva fatto installare un sistema di videosorveglianza e ogni tanto, quando a fine giornata dà uno sguardo alle immagini, non mancano le sorprese. «Prima c’erano i vigili di quartiere – spiega Raimondo Idini, dal suo bancone di frutta e verdura in viale Trieste, vicino alla chiesa –. Da qualche tempo neanche loro, ma il grosso problema, da queste parti, sono le pessime condizioni delle strade».

Pochi passi più avanti c’è l’edicola, un vero porto di mare: «Gente colta qui a Cappuccini – riassume il giornalaio Fabio Tremolada – il problema però è la sicurezza perché si dà per scontato che in un quartiere dove vivono persone benestanti non accada niente, ma l’errore è proprio lì».

Di fronte alla rivendita di giornali c’è il tabacchino, altra tappa obbligata. Il titolare, Dino Casu, ne sente di tutti i colori: «Ciò che manca sono i servizi – taglia corto – questo è un quartiere abbandonato, basta considerare che in quattro anni non hanno ancora risolto il problema della condotta con il rischio che ceda di nuovo». D’un tratto una signora distinta, che preferisce restare anonima, sbotta: «Senta, vuol sapere cosa ne penso? Guardi viale Trieste, un tempo era uno dei viali più belli della città!». (A.Me.)

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