Fondo salva-Ryanair riconvocati gli aderenti

Sono 500 tra imprenditori e commercianti che misero insieme 400mila euro Mercoledì in Confcommercio a Sassari un incontro per decidere cosa fare

ALGHERO. Quando a primavera inoltrata del 2016 gli effetti negativi dell'addio di Ryanair sui cieli della Riviera del Corallo lasciavano intravedere la disastrosa situazione economica che si sarebbe verificata per tutto il territorio, l'imprenditoria algherese si rese subito conto dell'esigenza di avviare una iniziativa che fosse in grado di fare fronte a quella che poi si è rilevata una vera e propria situazione di emergenza che ha portato lo scalo di “Nuraghe Biancu” alla perdita di oltre 300mila passeggeri.

Una iniziativa encomiabile che ha mosso circa 500 tra imprenditori del settore alberghiero, dei servizi, aziende del territorio, enti e commercianti, a mettere la mano in tasca per raccogliere fondi da destinare al settore low cost e più in generale al traffico aeroportuale. Vennero raccolti in un fondo chiamato “Destinazione Sardegna” circa 400mila euro che però per ragioni diverse non sono stati utilizzati nel 2016 . Quelle 500 persone ora sono state convocate ora convocate per mercoledì prossimo nella sede della Confcommercio di Sassari (in Corso Pascoli) per decidere la destinazione di quei fondi, il loro utilizzo o eventuali soluzioni alternative. Va detto che quella raccolta di fondi - in un primo momento - aveva come obiettivo quello di mettere insieme almeno un milione di euro, e al di là di tutto rappresenta comunque un evento del tutto nuovo per Alghero e il territorio. Un segno concreto di partecipazione attiva allo sviluppo anche facendo ricorso al proprio portafoglio.

La decisione del prossimo incontro tra i sottoscrittori di quelle “donazioni” venne programmata nel novembre scorso in occasione di un analogo incontro che di fatto poneva fine a quella iniziativa che sul piano pratico non aveva prodotto alcuni risultato se non quello di raccogliere 400mila euro. Risultato per niente secondario, sia ben chiaro, anche perché testimonianza diretta che l'imprenditoria locale vuole agire anche per proprio conto, essere parte attiva delle scelte che poi, nel bene o nel male, si ripercuotono sulle loro aziende spesso costruite dopo in decine di anni di impegni e sacrifici. Vale la pena di ricordare che il caso Ryanair esplode quando la Commissione Europea apre un procedimento di presunti aiuti di stato nei confronti di Ryanair. Procedura attivata in seguito ai ricorsi presentati a Bruxelles da Alitalia e AirOne e risoltasi soltanto alla fine dello scorso anno, in modo favorevole, ma ormai la frittata era già fatta.

Da segnalare che quel 2016 terribile per la cessazione dell'attività della compagnia irlandese sullo scalo del Nord Ovest Sardegna, ha pesato indubbiamente sulle aziende che operano nel settore ricettivo e dei servizi, ma ha punito in maniera pesante i livelli occupazionali aumentando in misura vistosa il disagio di coloro che hanno perso il lavoro. Tornando alla riunione di mercoledì in Confcommercio a Sassari, convocata da Stefano Visconti in qualità di dirigente dell'organizzazione di categoria e di responsabile del fondo raccolto, è ipotizzabile che possa precedere un incontro di natura tecnica con l’attuale proprietà della società di gestione dello scalo algherese.

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