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Sassari

Sassari, buste paga dei medici “esagerate”: all'Asl un buco da mezzo milione di euro

di Giovanni Bua
La direzione generale dell'Asl in via Catalocchino
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La direzione generale dell'Asl in via Catalocchino

L’azienda ha preso atto dell’errore dal 2011 ma il recupero delle somme non è mai stato avviato. La ragioniera che scoprì tutto denuncia: «Mi hanno ostacolato e mi devono 12500 euro di straordinari»

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SASSARI. Un buco da quasi 600mila euro nelle casse dell’Asl, scavato a causa di un errore nella compilazione delle buste paga del personale specialistico ambulatoriale, titolare e sostituto.

La ragioniera. Buco scoperto e denunciato a cavallo tra il 2010 e il 2011 da una ragioniera in servizio al settore amministrativo e di cui hanno preso immediatamente atto prima l’allora direttore amministrativo Lalla Cavazzuti e poi il commissario Marcello Giannico. Deliberando, previa comunicazione agli interessati e ai sindacati, un rientro rateale tramite trattenuta spalmata in tre anni dalla busta paga. E nominando la stessa ragioniera responsabile del procedimento.

Il recupero. Tutto perfetto, se non fosse che, a sei anni dagli avvenimenti, e con quasi tutti i protagonisti dell’epoca andati in pensione o passati a nuovo incarico, del recupero dei 600mila euro dovuti non c’è traccia. Come non sono mai arrivati i 12500 euro promessi alla zelante ragioniera per pagare gli straordinari necessari a calcolare nel dettaglio tutti gli errati versamenti nelle buste paga.

Straordinari. Straordinari che la funzionaria, andata nel mentre in pensione, forse recupererà se il prossimo marzo il tribunale le darà ragione nella causa intentata contro la stessa Asl. Senza che però questo getti luce sullo stato del recupero dei 558mila euro dovuti da una gran parte dei dirigenti medici in servizio all’Asl sassarese.

La denuncia. A chiederne conto al presidente della Regione Francesco Pigliaru, all’assessore alla Sanità Luigi Arru e al direttore dell’Ats Fulvio Moirano, Tore Piana, coordinatore regionale di Italia Attiva e responsabile del dipartimento Sanità: «Da come si profila il caso – attacca Piana – si potremmo trovarci di fronte a un danno erariale di quasi 600mila euro per le casse dell’azienda e la possibile apertura di procedimenti disciplinari nei confronti di chi avrebbe dovuto vigilare o procedere al recupero delle somme».

Le carte. Recupero mai partito, nonostante le “carte” per avviarlo non manchino: la relazione interna dell’ufficio ispettivo del 4 gennaio 2011 che indica con precisione le somme pagate in più, a causa di una errata applicazione dell’accordo collettivo nazionale del 2005. E, ancora, il verbale interno del 23 febbraio 2011 nel quale la direzione amministrativa individua il percorso di recupero delle somme, informandone gli specialisti e i sindacati, e mettendo nero su bianco addirittura un piano di recupero rateale spalmato in tre anni, con scadenza entro il 2013. E infine la deliberazione 9 dell’aprile 2011 con cui il direttore generale dell’Asl, si mette in piedi il procedimento, affidando alla funzionaria che tutto aveva scoperto l’incarico di responsabile, con tanto di riconoscimento di un compenso di 12500 euro per il lavoro straordinario da svolgere con progetto obiettivo interno.

L’intoppo. Da qui tutto si intoppa. Anche perché la funzionaria per avviare il lavoro ha bisogno dell’aiuto del servizio amministrativo che materialmente gestisce le buste paga, diretto da Alberto Mura, attuale responsabile del servizio anticorruzione e trasparenza. Lo stesso servizio che ha elargito i pagamenti irregolari. E che, a quanto a quanto racconta la ragioniera, non collabora.

In pensione. La funzionaria insiste, chiama in causa i vertici Asl. E, dopo vari solleciti, decide di denunciare alla magistratura che nemmeno il lavoro fatto con il progetto obiettivo per calcolare con precisione gli ammanchi, le è mai stato pagato. Poi va in pensione, come gran parte dei protagonisti della vicenda.

La richiesta. Non Alberto Mura, con Tore Piana che attacca: «Chiediamo se il responsabile del servizi amministratico e del servizio anticorruzione e trasparenzae abbia provveduto a recuperare i 558mila euro. E se non lo abbia fatto cosa lo abbia impedito. Se questo abbia causato danno erariale. E quali siano i responsabili di questa grave situazione».

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