La Nuova Sardegna

Sassari

Buste paga Asl, valanga di ricorsi

di Giovanni Bua
Buste paga Asl, valanga di ricorsi

Confermato il buco da mezzo milione ma tutto è bloccato negli uffici legali

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SASSARI. Buco da 558mila euro confermato, ma possibilità di recupero sepolte da una montagna di azioni legali, messe in piedi dai singoli medici specialisti ambulatoriali e dai sindacati, che non hanno gradito il tentativo da parte dell’azienda sanitaria locale di chiedere indietro i soldi erogati per errore in busta paga a partire, pare, dal 2008 al 2011, per un errata applicazione dell’accordo nazionale del 2005.

L’Asl avrebbe insomma individuato l’errore a cavallo tra il 2010 e il 2011 e avviato tutte le pratiche necessarie per recuperare le somme, ma si sarebbe scontrata contro il muro messo su da dipendenti e sindacati, e la faccenda sarebbe passata in carico al servizio legale, dove è tutt’ora inchiodato. A darne notizia l’attuale responsabile del servizio amministrativo territoriale, Alberto Mura, contro cui la zelante funzionaria che per prima aveva individuato il baco nel conteggio degli stipendi degli specialisti ambulatoriali, aveva puntato il dito accusandolo di aver “rallentato” il processo di restituzione delle somme.

«In realtà – spiega Mura – gli errori, eventuali visto che sulla materia sono in piedi una serie di ricorsi, sono stati commessi nel 2008, quando il servizio amministrativo territoriale ancora non esisteva. E quando io, inoltre, non ero ancora stato assunto in Asl, azienda in cui sono in servizio dal 2009. Al momento della delibera 9 dell’aprile 2011 il servizio amministrativo da me diretto non ha in alcun modo ostacolato il lavoro della ragioniera a cui era stato affidato il recupero. Ne avrebbe comunque potuto farlo, visto che lei aveva pieno e diretto accesso a tutte le buste paga. Per quanto mi riguarda, una volta che sono sorti i primi contenziosi, mi sono limitato a segnalare che il problema era passato in carico all’ufficio legale, che, a quanto so, sta gestendo tutte le singole cause cercando di recuperare le somme dovute. Niente altro ho a che fare con questa vicenda».

L’Asl insomma, assodato che l’errore di conteggio non è a carico del servizio amministrativo ma della medicina di base, e che Alberto Mura non ha nessuna responsabilità in materia, ammette però il maxi buco che ammonta esattamente a 555.932,22 euro. Come d’altronde certificano tutta una serie di carte scovate dal coordinatore regionale di Italia Attiva Tore Piana, che ha portato alla luce l’intera vicenda: la relazione interna dell’ufficio ispettivo del 4 gennaio 2011 che indica con precisione le somme pagate in più. E, ancora, il verbale interno del 23 febbraio 2011 nel quale la direzione amministrativa individua il percorso di recupero delle somme, informandone gli specialisti e i sindacati, e mettendo nero su bianco un piano di recupero rateale spalmato in tre anni. La deliberazione 9 dell’aprile 2011 con cui il direttore generale dell’Asl, si mette in piedi il procedimento. La successiva procedura di mediazione del marzo 2012, con il quale si affida alla funzionaria che tutto aveva scoperto l’incarico di responsabile della procedura di recupero, con tanto di riconoscimento di un compenso di 12500 euro, per il lavoro da svolgere.

Tutto pronto. Ma mai partito. Con l’accordo con sindacati e dipendenti che evidentemente salta. E tutto che passa nelle mani dell’ufficio Affari legali che ha mandato di agire in sede sia giudiziale che stragiudiziale per recuperare il tesoretto. Con quali risultati non è dato sapere. Di certo non sono arrivati i 12500 euro dovuti alla funzionaria, nel mentre andata in pensione, che per averli è in causa con l’Asl, con la sentenza attesa a giorni.

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