Elmin: «Troppi problemi pronti a lasciare Olmedo»
Doccia fredda sui lavoratori della miniera di bauxite che speravano nel riavvio I sindacati: «Presi in giro dalla Regione». Il centrodestra: «Giunta assente»
SASSARI. Nuova beffa per gli ex dipendenti in mobilità della miniera di Bauxite di Olmedo. Dopo le rassicurazioni della Regione sul riavvio dell’attività estrattiva e il riassorbimento di tutte le maestranze, hanno ricevuto l’altro ieri una lettera dalla Elmin Bauxite, la società greca che ha preso in concessione l’impianto, che rimette in discussione tutto, considerate le difficoltà trovate e non esclude un eventuale ritiro dell’investimento se non si troveranno soluzioni. A darne notizia sono i sindacati.
Nella lettera la Elmin Bauxite afferma di aver congelato tutte le attività per una settimana «in seguito alla persistenza delle questioni in sospeso», ma che in questo lasso di tempo «si cercherà di risolverle». La società afferma di non volersi trovare di fronte «a incertezze e sorprese. Quanto alla riassunzione del personale l’azienda si dichiara «libera di scegliere i lavoratori da assumere in base alle decisioni di gestione e alle esigenze del progetto e nessuno può dettare quanti e quali lavoratori assumere». Ma «l’esperienza degli ex minatori è un punto a favore per una assunzione, e li mette in una posizione di priorità».
Tuonano i sindacati: «Tutto ciò è in netto contrasto con le dichiarazioni fatte sino ad oggi dall’assessora all’Industria Maria Grazia Piras ,in quanto i punti in sospeso riguardano le problematiche burocratiche e tecniche perché a detta dell’assessora erano state superate.Ora i lavoratori si sentono presi in giro dalle istituzioni e dall’azienda».
Anche l’opposizione di centrodestra si scaglia contro la Regione e l’atteggiamento della Elmin. «Le parole dell’azienda nei confronti dei lavoratori sono inaccettabili – dice Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia –. Se si pensa a lasciare anche un solo dipendente a casa, si parte con il piede sbagliato. Ancora più inaccettabile è la totale assenza della giunta regionale».
«La giunta regionale metta fine a questa farsa: è sconcertante il contrasto tra quanto affermato dall’assessore dell’industria e quanto invece sostenuto dai privati», rincara Michele Cossa, consigliere dei Riformatori.
Il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde fa questa analisi: «La Elmin nel giustificare il rinvio della videoconferenza del 10 febbraio ha evidenziato il suo impegno nel definire le procedure per riavviare l’attività, ma ha anche sottolineato che è ancora in attesa che la Regione affronti alcune problematiche irrisolte. Come la presenza di scorte di bauxite di proprietà del precedente concessionario e le incertezze circa il rilascio ed il rinnovo delle autorizzazioni ambientali. Ma costituirebbero ostacolo alla ripresa dell’attività anche la inaspettata richiesta di un canone eccessivo da parte del proprietario dei terreni e l’assenza dei requisiti minimi di sicurezza di macchinari e infrastrutture elettriche. Questioni che la Regione si è guardata bene dall’affrontare».
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