La Nuova Sardegna

Sassari

disastro ambientale a fiume santo

«No alle parti civili contro E.On»

Il gup ammette solo quelle contro i vertici della società imputati

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SASSARI. Un’udienza interlocutoria in vista della discussione vera e propria dell’udienza preliminare in programma il 14 marzo. Ieri mattina il gup Michele Contini ha letto in aula un lungo provvedimento con il quale ha ammesso la costituzione delle parti civili contro gli imputati, le stesse non sono invece state ammesse contro la società E.On. Il giudice ha poi rinviato per la discussione.

«Sapevano che i "veleni" scorrevano sotto la centrale di Fiume Santo, inquinando terra e mare, ma hanno taciuto. Di più: non hanno fatto nulla per evitare o riparare quel disastro ambientale in atto». Con l’accusa di disastro ambientale la Procura di Sassari aveva chiesto il rinvio a giudizio per il direttore della centrale termoelettrica E.On di Fiume Santo, Mario Bertolino, per il suo vice Livio Russo, per Salvatore Signoriello, amministratore delegato di E. On, Paolo Venerucci, direttore generale risorse umane e Alessandro Muscas, legale rappresentante della Lithos srl che aveva eseguito le analisi chimiche dalle quali era emerso «palesemente» - sosteneva la Procura - l’inquinamento dei terreni.

Secondo la Procura i dirigenti non segnalarono alle autorità competenti che nei terreni sotto i serbatoi di alimentazione dei gruppi 1 e 2 della centrale c’erano continui sversamenti di olio combustibile in aree di interesse pubblico. Il 14 marzo ci sarà la discussione al termine della quale il giudice dell’udienza preliminare si pronuncerà sul rinvio o meno a giudizio degli imputati. (na.co.)

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