Pontili galleggianti in abbandono Gestione, l’Authority in ritardo
Segni evidenti di cedimento e problemi per la tenuta degli attracchi, cresce la protesta dei diportisti Qualche mese fa l’affidamento alla Nautica Service, ma non c’è stato l’incontro per definire la pratica
PORTO TORRES. Nei primi pontili galleggianti del porto turistico si sono sganciati i maniglioni che dovrebbero tenere gli stessi pontili ai corpi morti e quando c'è vento di levante o di maestrale le mareggiate fanno oscillare pericolosamente gli attracchi. L'Autorità portuale del Nord Sardegna nei giorni scorsi ha provveduto a far pulire l'ingresso del molo dai rifiuti abbandonati dai nemici della differenziata, ma ancora non ha affidato la gestione della struttura portuale che giorno dopo giorno sta continuando a perdere pezzi. A lamentarsi sono soprattutto i proprietari delle imbarcazioni ormeggiate proprio nei pontili del porto turistico, che assistono al lento degrado di un molo in cui mancano ormai da mesi la luce elettrica e anche l'acqua. La Port Authority ha affidato qualche mese fa alla Nautica Service la gestione quadriennale del porto turistico - a seguito della pubblicazione della domanda di concessione presentata dalla stessa società turritana nel mese di giugno - ma l'interno della struttura rimane ancora terra di nessuno perché non si vede l'ombra di alcun gestore che ha preso in concessione il molo. L'area portuale ha un totale di 21mila e 971 metri quadri e nella parte più estrema (che si affaccia al mare) ci sono delle transenne in quanto il camminamento non è dei migliori. Serve sicuramente l'assenso della Nautica Service per la concessione, ma a quanto pare la società turritana non si è ancora potuta incontrare con la dirigenza dell'Authority per definire tutte le procedure necessarie per la futura gestione. Il tempo passa in attesa di questo incontro tra le due parti, dunque, e il porto turistico continua a perdere pezzi e anche diportisti che, senza servizi primari, preferiscono dirigersi verso altri lidi per vedere soddisfatte le loro esigenze. A distanza di un anno dall'abbandono della struttura portuale da parte degli ex concessionari, dopo una querelle amministrativa, i diportisti auspicavano che la nuova gestione cominciasse da subito per riavere quei servizi spariti improvvisamente da un giorno all'altro. Invece, come al solito in questi confini, il tempo passa e le giustificazioni parlano sempre di tempi burocratici necessari per istruire tutte le procedure. Che poi si aggiungono, dopo la perfezione degli accordi, allo start up da parte della società che prenderà in gestione i pontili del porto turistico. Ci vuole infatti tempo per impostare il lavoro, organizzarlo dal punto di vista aziendale e assumere delle persone. Una conduzione da organizzare in maniera seria e sicura, insomma, per sopportare i costi delle concessioni demaniali e delle tasse, che sono alte, per una attività economica che comincia da zero. L'Autorità portuale del nord Sardegna deve fare la prima mossa per capire se esistono o meno problemi per la futura gestione, anche perché si avvicinano i primi ponti festivi e quell'approdo diventa importante per chi vuole sviluppare la nautica da diporto.
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