Sanità a Sassari, piano dell’Aou per evitare la paralisi
Sale operatorie ferme per mancanza di curaro. Scadute 230 gare: delibera per l’acquisto in emergenza di farmaci e presidi
SASSARI. L’ultimo disservizio riguarda le sale operatorie: sono esaurite le scorte di curaro, è impossibile perciò somministrare il farmaco per le anestesie, e così per un giorno sono saltati tutti gli interventi differibili. È un momento molto delicato per la sanità: i primari a causa delle carenze di presìdi e medicinali non sono più sicuri di riuscire a garantire una buona assistenza nel quotidiano. Erano pronti a inviare all’assessore regionale Arru un altro documento con 66 firme nel quale ribadivano tutte le criticità denunciate mesi fa, e ancora evidentemente non risolte nei famosi 100 giorni.
Così il manager dell’Aou Antonio D’Urso ha giocato d’anticipo e ha convocato i primari in una riunione interna. Ha illustrato i contenuti della delibera pubblicata il 14 febbraio dove l’azienda fa la radiografia dei contratti e degli appalti e propone una serie di soluzioni a breve e a lungo termine per risolvere le carenze e ripristinare gli scaffali sguarniti.
Lo scenario è disarmante: su 230 gare per l’acquisto di farmaci, presidi, macchinari e servizi vari, la metà delle convenzioni sono scadute e le forniture sono garantite attraverso delle proroghe illegittime. «A Sassari non è mai esistito un piano acquisti – dice Antonio D’urso – in questi anni si è sempre andati avanti a spot e spesso fuori dalle regole. Sono anni che non vengono bandite nuove gare, e reinserirsi velocemente in un binario di legalità non è un’operazione facile. Per questo chiedo la collaborazione anche dei primari».
Il piano d’azione messo in campo dall’Aou è questo: Mappatura di tutti i contratti. Cronoprogramma delle gare da indire e aggiudicare antro il 2017. Sospensione di tutti gli acquisti che non hanno una legittima copertura contrattuale. Autorizzazione alla fornitura in proroga solo ed esclusivamente di beni e servizi essenziali per garantire l’assistenza ai malati. «Abbiamo allestito una task force per affrontare questa emergenza – dice D’Urso – il direttore di Farmacia, il direttore dell’Ospedale, il direttore degli acquisti saranno dei punti di riferimento per i primari. A loro dovranno rivolgersi per segnalare qualsiasi carenza, in modo che possano essere attivate per tempo delle procedure di acquisto straordinarie, con affidamento diretto, per garantire l’assistenza nel quotidiano». I primari da parte loro non sono molto entusiasti di queste nuove incombenze di carattere amministrativo, che non gli competerebbero e che si aggiungono alle cure prestate ai pazienti. «Dobbiamo ancora capire se si tratta di una autentica richiesta di collaborazione, o di un tentativo di scaricare le responsabilità dei disservizi sulle nostre spalle. Oltretutto l’elenco delle cose che non funzionano è noto all’azienda da diversi mesi: non ci siamo svegliati ieri a segnalare le emergenze».
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