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Sassari

Il leader: la persona giusta al posto e momento giusto

Leader: la persona giusta al posto e al momento giusto. Il calciatore che non segna da tempo, il bambino che in classe parla di rado, il dipendente schivo e silenzioso. Tutti possono essere leader....

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Leader: la persona giusta al posto e al momento giusto.

Il calciatore che non segna da tempo, il bambino che in classe parla di rado, il dipendente schivo e silenzioso. Tutti possono essere leader. Nessuna definizione descrive meglio la leadership delle parole: «la persona giusta al momento giusto nel posto giusto».

Gli studi psicologici al riguardo sono chiari: i grandi leader sono persone con qualità e tratti di personalità ben definiti, ma questi tratti variano da uno studio e l’altro. Questo significa che le qualità personali non possono predire la capacità di leadership e allo stesso tempo che la stessa persona può ricoprire questo ruolo in un contesto e non in un altro.

Sid Vicious è un’icona del punk e a detta di molti non era un grandissimo bassista, insomma non è tanto la sua competenza musicale che lo ha reso ciò che è stato. L’artista giusto al momento giusto nel posto giusto.

Usare il valore educativo della leadership significa fare sperimentare le capacità individuali di ognuno nel condurre i gruppi, favorendo l’assunzione di responsabilità e il controllo della situazione. Individuare sempre lo stesso ragazzo a controllare la classe quando l’insegnante è fuori o sempre lo stesso atleta a mostrare l’esecuzione corretta dell’esercizio, può privare il resto del gruppo dalla possibilità di sperimentare il ruolo di conduzione, abilità trasferibile a diversi contesti di vita ed utilizzabile anche nell’età adulta.

Un esempio sportivo: una strategia vincente è affidare a rotazione agli atleti la conduzione del riscaldamento, ciò non significa riprodurre i soliti esercizi, ma insegnare al leader momentaneo su cosa porre attenzione e come comunicare con i compagni per correggerli.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario che l’allenatore progetti un intervento didattico specifico, molto utile anche per la comprensione degli esercizi e della loro modalità di esecuzione.

Ricordo che da bambino mi ero convinto che ogni persona potesse essere la più brava al mondo a fare una cosa specifica. La sfida è trovare in che cosa e sperare che quel qualcosa sia riconosciuto dagli altri come importante.

Proprio durante l’adolescenza, quando il ruolo sociale è fondamentale, è facile vedere i ragazzi sperimentarsi nelle abilità più strane.

Ricordo che passavamo le serate con un amico che istantaneamente era in grado di dire da quante lettere fosse composta una qualsiasi parola o con un altro che faceva delle cose dopo mangiato che è meglio non specificare.

Io ero bravo a suonare nelle mani come in un flauto.

Magari se mi fossi allenato di più…!

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