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Sassari, due pazienti salvati dalla macchina che ripulisce il sangue

Sassari, due pazienti salvati dalla macchina che ripulisce il sangue

L’Ecmo, unica in Sardegna, è in dotazione alla Rianimazione. L’insufficienza respiratoria risolta grazie ai medici sassaresi

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SASSARI. Nei mesi di dicembre e gennaio due pazienti (e sono gli ultimi di una lunga serie) devono la vita a una macchina prodigiosa che si sostituisce a cuore e polmoni mettendoli “a riposo” per il tempo necessario alle cure. Unico in Sardegna, il sofisticato macchinario è in dotazione al reparto di Rianimazione del Santissima Annunziata da tre anni.

Affetti da insufficienza respiratoria gravissima nel periodo scorso una giovane di Cagliari e un uomo di Alghero, sono stati trasportati dagli opedali Brotzu e dal civile di Alghero, dove le terapie convenzionali non avevano sortito alcun effetto, nell’Unità operativa diretta da Guglielmo Padua. La richiesta è arrivata dai medici curanti considerato il gravissimo pericolo di vita e i colleghi sassaresi, constatata la criticità della situazione, in collaborazione con l’Unità di Cardiochirurgia diretta da Michele Portoghese, hanno sottoposto i due pazienti al protocollo Ecmo.

L’Ecmo, acronimo dall’inglese Extra corporeal membrane oxigenation, indica il trattamento di supporto per patologie che impediscono una adeguata ossigenazione del sangue e rappresenta una evoluzione della procedura adottata durante gli interventi cardiochirurgici.

L’ossigenazione extracorporea attraverso membrana avviene tramite un pompa collegata al paziente che spinge il sangue in un polmone artificiale, costituito da una membrana porosa. Questa speciale membrana permette lo scambio dei gas, rimuovendo l’anidride carbonica dal flusso ematico che la percorre e arricchendolo in ossigeno. Il sangue così ossigenato e privato dell’anidride carbonica, spinto da questa pompa, viene poi reintrodotto nel paziente.

L’Ecmo, oggi, viene utilizzato ogni volta che, per patologie polmonari o cardiache, il paziente non sarebbe più in grado di sopravvivere non rispondendo più alle terapie convenzionali in atto.

La tecnica permette quindi di “vicariare” la funzione dei polmoni e del cuore mantenendoli a riposo durante il loro recupero funzionale, coadiuvato da terapia medica.

Nei due pazienti, l’Ecmo è stato eseguito attraverso un nuovo macchinario, il CardioHelp, che la Fondazione di Sardegna ha donato alla Rianimazione del Santissima Annunziata nel giugno del 2016. Questo macchinario è unico in Sardegna ed è il solo che ha un certificato Ce per il trasporto aria/terra/mare, compatto, con monitoraggio cardiovascolare incorporato e permette quindi di centralizzare i pazienti sardi da ospedali periferici. Un vero gioiello della tecnica.

«I due pazienti dopo un mese di trattamento e di ricovero presso la nostra Rianimazione - dicono con orgoglio gli operatori -, nei giorni scorsi sono stati dimessi e hanno fatto ritorno nei loro luoghi d’origine senza nessun tipo di deficit. Possiamo tranquillamente affermare che devono la loro vita alla tecnica Ecmo e al nuovo CardioHelp». Oltre che alla competenza dei medici e dei tecnici perfusionisti.

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