L’Archeologico di Padria nel sistema museale sardo
Nella “Gurulis Vetus” romana su cui sorge il paese uno spazio ricco di reperti Il consiglio comunale ha approvato lo statuto e il regolamento della struttura
PADRIA. Il Museo archeologico di Padria ha uno statuto e un regolamento nuovi di zecca. Sono stati approvati nei giorni scorsi dal consiglio comunale, in vista dell'inserimento dell’importante polo culturale padriese nel “Sistema museale della Sardegna”, da cui potrebbero derivare pure dei contributi per le spese di funzionamento. Ma statuto e regolamento servono anche a definire le funzioni e a disciplinare la fruizione di una struttura ricca di reperti e di storia, che racconta dell’antichità e dell'importanza del territorio di Padria, la "Gurulis Vetus" dei romani.
La sede del museo è nella via Nazionale, al civico 3, in quello che fu il Montegranatico, un edificio costruito alla fine del 1800, a fianco della chiesa di Santa Giulia. La struttura è stata inaugurata nel dicembre 1989 e, pur in spazi ridotti, ospita una ricca collezione venutasi a formare attraverso campagne di scavo, donazioni e raccolte di superficie in varie località del territorio. Il percorso museale dispone di un articolato apparato didattico, l'esposizione segue un criterio cronologico e topografico. Una prima sezione presenta reperti neolitici di cultura Ozieri, con vasi biconici, a cestello, emisferici, carenati, globulari a colletto, tripodi e pissidi. Vi si trovano anche oggetti litici come coltellini, accettine levigate in pietra verde, pezzi in selce ed ossidiana. Di particolare interesse e di un certo valore artistico è la collezione di terrecotte provenienti dal deposito votivo rinvenuto nel sito di San Giuseppe, databile tra il I sec. a.C. e il III sec. d.C., da riferirsi al centro romano di Gurulis Vetus, sopra cui sorge l'odierno abitato di Padria. È presente una collezione di reperti punico-romani di proprietà del Comune. Alcuni pannelli illustrano la viabilità della città romana di Gurulis Vetus: i ponti ed un tratto viario locale connesso con una rete stradale di collegamento tra la costa occidentale dell'isola ed il Logudoro più interno. Di recente è stata inserita una sezione dedicata ai reperti degli scavi archeologici effettuati all'interno della chiesa parrocchiale di Santa Giulia.
«Il Museo Civico Archeologico – recita lo statuto appena approvato – è un istituto culturale permanente, senza fini di lucro, aperto al pubblico e, quindi, al servizio della comunità e dell'utenza». Il museo non ha una personalità giuridica propria, per cui costituisce una articolazione dei servizi del Comune, che ne è il proprietario e ne assicura la gestione attraverso l'affidamento ad organismi «con comprovata esperienza in attività gestionale di strutture museali, con particolare riferimento alla conoscenza e allo studio del territorio di Padria».
L’apertura del museo è prevista usualmente dal mese di maggio al mese di settembre, dal mercoledì alla domenica, dalle 15,30 alle 18,30. Gli orari però possono essere variati, sulla base di esigenze diverse e sopravvenute, con deliberazione della giunta. Il costo del biglietto d'ingresso è fissato in 1 euro, ma per i bambini e i ragazzi sotto 12 e gli adulti oltre i 65 anni, l'ingresso è gratuito.
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