Grazie a padre Morittu “gli ultimi sognano a colori”
PORTO TORRES. «Un uomo la cui vita è intimamente legata alla terra, e la cui opera e vocazione, quella francescana, sono ad essa intimamente collegate». Non ci potevano essere parole più efficaci di...
«Un uomo la cui vita è intimamente legata alla terra, e la cui opera e vocazione, quella francescana, sono ad essa intimamente collegate». Non ci potevano essere parole più efficaci di quelle usate dal giornalista Gianni Bazzoni per presentare Padre Salvatore Morittu e “Gli ultimi sognano a colori”, libro che ne racconta la storia, a metà tra biografia e opera, scritto a quattro mani con Giampaolo Cassitta. Padre Morittu, francescano e psicologo nato a Bonorva, una vita spesa in sostegno degli “ultimi” da 35 anni a questa parte, «è artefice di storie di recupero finite bene, anche per giovani di Porto Torres» ha proseguito Bazzoni prima di lasciare a Giampaolo Cassitta la narrazione dell’incontro col prete francescano tanti anni fa all’Asinara.
«Lì ho capito che c’era una storia da raccontare, perché quando abbiamo una storia siamo salvi, come si dice... storie belle, ma anche tristi, perché ha scelto gli ultimi...» ha detto Cassitta tracciando un’analogia col modus operandi di Papa Francesco: «ha scelto gli ultimi anche lui, pastori di anime che ben conoscono gli ultimi».
L’intervento di Agostino Loriga, psicologo che opera in città presso comunità protette, ha stigmatizzato la chiusura di una comunità protetta - «un lutto, un abbandono» -, quindi le domande sulle origini della comunità di S’aspru, sul via libera del vescovo di allora, la trattativa coi pastori per i terreni e le parole di Padre Morittu, il quale ha ricordato di essere un prete tradizionale, che ha scoperto la vocazione quando aveva 5 anni, «Certo, la terra nuda e cruda è il fondamento della missione» ha affermato il francescano che ha posto più volte l’accento sulla necessità di riconoscere la ricchezza insita negli ultimi.
Emanuele Fancellu
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