La marineria si rinnova con il Flag Nord Sardegna
SASSARI. La scelta di istituire a Porto Torres la sede del Flag Nord Sardegna - agenzia di sviluppo locale che opera nell’ambito delle politiche comunitarie europee della pesca - risponde a diverse...
SASSARI. La scelta di istituire a Porto Torres la sede del Flag Nord Sardegna - agenzia di sviluppo locale che opera nell’ambito delle politiche comunitarie europee della pesca - risponde a diverse esigenze: centralità geografica in area territoriale Flag, consistenza e tradizione della marineria, presenza di istituti professionali e del Parco nazionale dell’Asinara. Ma una delle priorità su cui il Flag intende investire molto in questa fase riguarda la formazione, costruendo anche un percorso per disoccupati di lunga durata attraverso due linee di azione molto importanti che portino al miglioramento delle competenze. «Soprattutto inserendo nuovi profili professionali nel repertorio regionale - ha detto nella presentazione di ieri il presidente Benedetto Sechi -, come manager di rete, operatori tecnico-subacquei, ma anche creando o migliorando competenze sulla costruzione e ricostruzione di attrezzi da pesca con utilizzo di materiali ecocompatibili, rivolti a diverse tipologie di destinatari».
Area del Flag. Comprende i Comuni e le marinerie della costa est, ovest e nord, da San Teodoro fino a Bosa, ed è caratterizzata dalla presenza di diverse marinerie che portano con sèa tradizioni locali che possono trovare occasioni di cooperazione e sviluppo comune nella fase attuativa del Piano di Azione: 17 Comuni costieri, 14 imprese di pesca, 9 imprese di acquacoltura, una impresa di trasformazione e commercializzazione, 3 parchi naturali e Aree marine protette, Camera di commercio, università di Sassari.
Piano di azione. «Con un budget di un milione e mezzo di euro - dice Sechi - ci poniamo l’obiettivo di intervenire sul territorio con azioni mirate, frutto di una lunga e attenta fase di programmazione condivisa con tutti i partner, e i temi cruciali sono il rafforzamento delle imprese e la diversificazione delle attività, un nuovo sistema di commercializzazione che lasci ai produttori maggior valore e remunerazione, interventi di ripopolamento e di razionalizzazione delle attività di pesca».
Attività di cooperazione. «A livello locale è stata attivata una forte sinergia con l’Unione dei Comuni dell’Alta Gallura - ricorda Sechi - progettando piccoli laboratori di trasformazione del pescato e creazione di spazi attrezzati per le attività di pesca e diportismo nei porti di La Maddalena, Santa Teresa e Isola Rossa. A livello europeo, invece, il Flag è entrato in un gruppo di lavoro con i Flag di Sardegna, Liguria, Corsica e Catalogna, con l’obiettivo di attivare azioni di lobby verso l’Unione Europea e attivare strumenti di promozione congiunta dei prodotti della pesca e del prodotto turistico».
Gavino Masia
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