«Università, passi avanti in un momento difficile»
Dall’Ateneo il commento dei dati Anvur che mettono Sassari al 53° posto su 66 Il rettore: giudizio già superato, sono stati fatti grandi progressi nella ricerca
SASSARI. Un giudizio in chiaro scuro, con l’università di Sassari che si conferma la prima nell’Isola con alcune punte di eccellenza, ma che certo non brilla a livello nazionale, almeno a guardare i risultati dell’ultima valutazione della qualità di ricerca, 2010-2014, resi noti negli scorsi giorni, che la relegano al 53esimo posto su 66 atenei.
«In due aree della ricerca, Scienze Fisiche e Scienze Economiche e Statistiche – commenta l’Ateneo in una nota – siamo tra i primi in Italia tra gli Atenei di dimensione comparabile; altre aree sono in linea col dato nazionale, con punte sopra la media in alcune. E, con questo esercizio Vqr, Uniss ha ricevuto una fetta maggiore di fondo di finanziamento ordinario di quella che avrebbe ricevuto sulla base dell’esercizio precedente. È vero che nel quadro di una generale stabilità di performance alcuni settori hanno fatto registrare delle flessioni rispetto all’ultima Vqr, che abbracciava gli anni 2004-2010. Tuttavia, gli indicatori restituiscono l’andamento medio di ogni area, senza distinguere l’apporto dei singoli ricercatori. Giudizi generalizzati rischiano pertanto di non rispettare la reale qualità espressa dall’ateneo in termini di ricerca».
«È bene anche ricordare – continua la nota – che si tratta di un dato già vecchio e per molti versi superato. Siamo nel 2017, e nel nostro Ateneo molto è cambiato per il meglio». «Qualche parola su un indicatore di grande rilevanza strategica: la politica di reclutamento – continua la nota dell’Ateneo –. Se è vero che l’apporto dei docenti nuovi o promossi di ruolo ha incrementato la qualità di alcune aree di ricerca, in altri settori il loro lavoro è stato giudicato qualitativamente meno valido. Ciò rende ancora più cruciale l’impegno dell’università per una politica di reclutamento che non deroghi a criteri di eccellenza».
«Altre attività prese in esame dalla Vqr, come quelle di Terza Missione, mostrano ottime potenzialità di crescita. Molto buona la valutazione ottenuta dalle strutture di intermediazione territoriale, che si sono dimostrate capaci di costruire ottimi rapporti col territorio. Rientra tra queste strutture l’incubatore d’impresa Cubact, inaugurato nel 2014. Fare buona ricerca in una regione il cui potenziale è largamente inespresso per le generali carenze infrastrutturali ed il livello di sviluppo socioeconomico da cui partiamo è ancora più difficile. Questo vuol dire che, nonostante i molti tagli subiti dal sistema universitario nazionale nel suo complesso e la generale emorragia di ricercatori, l’Ateneo ha saputo garantirsi una fetta significativa del fondo di finanziamento ordinario, con tutte le ricadute positive che questo comporta per l’università e per la Sardegna».
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