Commercianti coalizzati contro la pista ciclabile
Da viale Dante a via Diaz continua la battaglia per i lavori e gli stalli “rubati” Aumentano le serrande abbassate. Ma c’è chi dice: «È un bel posto per vivere»
SASSARI. Il malcontento serpeggia in via Diaz dove sono da poco cominciati i lavori per il passaggio della contestata pista ciclabile. Dopo una lunga stagione di polemiche e una raccolta di 1400 firme il tracciato, inizialmente previsto in viale Dante, è stato spostato nella parallela via Diaz. I commercianti sono sul piede di guerra perché il passaggio della pista ha già provocato la cancellazione dei parcheggi: 70 stalli su 130 sono spariti per fare posto alle biciclette. «Abbiamo il dente avvelenato – dice Fenisia Rebizzi, dal bancone del negozio di frutta e verdura – questa pista ci sta penalizzando». «Senza parcheggio - incalza il marito, Salvatore Merella, titolare della licenza - i clienti non si fermano e le vendite colano a picco».
Di calo drastico parla anche Massimo Pinna, della vicina calzoleria: «Non capisco proprio l’utilità di questa pista - sbotta - Sassari non è una città per biciclette, da queste parti in un giorno ne passeranno tre al massimo, da quando c’è il cantiere ho avuto un calo di vendite del 40 per cento».
Poche decine di metri più avanti si incrocia via Asproni, dove i problemi sono di altra natura: «A me preoccupa la chiusura di molti negozi - dice Corrado Mannoni (Dolcidea) - qui tra tasse e crescita dei costi la situazione è diventata insostenibile». «Le serrande abbassate nell’ultimo periodo sono aumentate - conferma Rina Nurra del comitato San Paolo San Giuseppe - e questo certo non fa bene al quartiere, ma il problema è generale perché legato alla crisi».
Ma la crisi del commercio non è l’unico cruccio, la mancanza di spazi verdi è ormai un’emergenza in un quartiere che conta molti anziani, il comitato di San Giuseppe punta sull’ex orto botanico per farci un parco rionale: «Mi sembra un’ottima idea - scandisce l’imprenditore Tino Grindi, memoria storica del quartiere - del resto ci sono altri spazi nelle stesse condizioni, che potrebbero essere risistemati degnamente». Per Luca Testoni (tabaccheria di viale Dante) l’emergenza, invece, è rappresentata dalla carenza di parcheggi: «Il paradosso - rimarca il giovane commerciante - è che si fanno le piste per le biciclette togliendo spazio alle macchine».
Sarà l’elevata concentrazione di scuole, uffici e locali pubblici, il fatto che i parcheggi interrati, escluso quello di viale Dante, sono più distanti, ma da queste parti lasciare la macchina in sosta è diventato un problema. Non manca certo chi, con un pizzico di saggezza, evidenzia i tanti aspetti positivi di un quartiere tranquillo e vivibile: Benito Olmeo, titolare dell’edicola di viale Dante, è un inguaribile ottimista: «Secondo me questa è una delle poche zone ancora vive - conclude - la gente è affabile, ha tanta voglia di fare, nessun episodio di vandalismo, un quartiere bellissimo!». (A.Me.)
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