L’ex culla della politica ora sogna i parcheggi
Vita e problemi nel blasonato regno di presidenti, leader e campioni Le idee di due comitati: verde pubblico, viabilità, fine delle incompiute
SASSARI. Due presidenti della Repubblica e un segretario di partito, la squadra di basket, l’università e il museo. Una tale concentrazione di storia in così poco spazio la dice lunga sul carattere di un luogo che ha visto nascere tanti protagonisti della storia recente. San Giuseppe, più di quindicimila abitanti, è un quartiere “dotto” non solo per avere dato i natali o aver visto crescere Antonio Segni e Francesco Cossiga, Enrico Berlinguer e la Dinamo, ma anche per la presenza dell’Università e dell’Accademia di Belle arti. Di medie e superiori (ex magistrali e istituto d’arte), nonché la storica scuola elementare del grande caseggiato che abbraccia quattro vie. Tutto in poche centinaia di metri. Qui le persone hanno conservato la verve che da sempre caratterizza il quartiere: affabilità e dinamismo, è opinione comune, sono i caratteri della gente di San Giuseppe.
I problemi, naturalmente, non mancano, sarà per questo che sulle ceneri della vecchia circoscrizione, qualche anno fa, sono nati ben due comitati in rappresentanza delle due anime di questa ampia porzione di città. Il primo, il più vecchio, presieduto da Piero Atzori, è quello di San Giuseppe; l’altro, più recente, San Paolo-San Giuseppe, guidato da Rina Nurra. Altra particolarità, infatti, è la presenza di due parrocchie confinanti, quella storica da cui prende il nome il quartiere, l’altra, di San Paolo, più decentrata, in via Besta. I due organismi mediano tra la gente e il Comune cercando di segnalare le magagne a giunta e consiglio.
Ex orto botanico. La mancanza di verde è certamente il problema più sentito, prova ne sia il fatto che il primo comitato, quello di San Giuseppe, nasce nel 2008 proprio per salvaguardare il giardino storico dentro l’ex orto botanico che si estende nella cosiddetta area “Meridda”, dietro l’istituto d’arte. Si tratta di un terreno privato, sottoposto a vincolo grazie alla battaglia vinta nel 2011 dopo una accesa polemica e la presa di posizione di associazioni ambientaliste e culturali. «Il comitato - spiega Atzori, senza mezzi termini - preme per concludere la vicenda attraverso un esproprio e realizzare, dopo tanto, un giardino pubblico». A giorni partirà una raccolta di firme a sostegno della petizione che sarà presentata in Comune. «Per il quartiere è un’opera irrinunciabile - prosegue Atzori - non solo per la mancanza di spazi verdi da destinare a bambini e anziani, ma anche per il valore storico dell’area».
Strade e marciapiedi in pessime condizioni. Sull’altro versante si segnalano le pessime condizioni di molte strade e qui scende in campo Rina Nurra: «Marciapiedi e manto stradale sono da rifare un po’ dappertutto - taglia corto il presidente del comitato San Paolo-San Giuseppe - è un problema per il quale non si può aspettare perché sono in gioco la vivibilità e la sicurezza del quartiere». La lista è lunga, ma il disagio ricade soprattutto sulle vie Civitavecchia e Genova, Catalocchino e Duca degli Abruzzi. Altra “magagna” è quella degli incroci in via Zanfarino con le vie Catalocchino, Torino, Tempio, Torres e Alghero. Frenate e botti sono all’ordine del giorno perché la gente corre e non rispetta la precedenza.
Incompiute. Tra le grandi incompiute c’è l’ex cinema Astra, questione che, tra alterne vicende, va avanti da più di dodici anni. Per non parlare dell’ex Mattatoio, di fronte al dipartimento di Scienze umanistiche, due edifici di pregio che potrebbero saziare la fame di cultura di cui la città soffre da tempo.
Carenza di parcheggio e pista ciclabile sono altri due temi roventi, dopo una sollevazione con relativa raccolta di firme, il Comune, nei mesi scorsi, ha spostato tracciato e polemiche da viale Dante a via Diaz. Con il risultato che ora a essere infuriati sono gli abitanti di quella via. Ma ciò che più spaventa è la desertificazione commerciale, esito di una crisi strisciante che non ha risparmiato neanche i quartieri più blasonati.
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