A Bonorva vince il carro dei “migranti”
Carnevale con una riflessione sullo spopolamento delle zone interne ma anche tanto divertimento
BONORVA. Martedì sera il Carnevale, con la sfilata lungo le vie del paese, l’inevitabile condanna al rogo di “Re Giorgio” e l’esecuzione della sentenza in piazza Santa Maria, ha chiuso in bellezza anche un ciclo di manifestazioni correlate che hanno raccontato fra l’altro della speranza della gente di uscire dal vortice delle difficoltà che ancora attanagliano la comunità, interessata dalla disoccupazione, emigrazione e spopolamento che pare irrefrenabile. Tanto che il premio istituito per la prima volta dalla famiglia dell’indimenticabile Battista Angius, noto Pischittu, per il gruppo più composito ed espressivo, è andato proprio a quello dei “Migranti”, rappresentato da una cinquantina di figuranti che, armati di valigia, vettovaglie e suppellettili varie si sono recati alla stazione ferroviaria per prendere un treno che oggi, per dissennate scelte politiche, fra l’altro è già raro trovare, o non passa più.
È stata comunque una giornata di divertimento e fra i giovani e meno giovani ha spirato forte il vento della competizione e la voglia di partecipare comunque ad un appuntamento gioioso che ha rappresentato da sempre un momento ricco d’incontri conviviali, all’insegna del buon vino, delle frittelle, (cattas, montogadas e figos de latte), e delle tradizionali mangiate a base di fave, lardo, concu (testa di maiale) o carne di pecora, e pane bollito a base di Zichi. Quest’anno è diminuito il numero dei carri allegorici presenti alla sfilata ma è aumentato il numero delle maschere che vi hanno partecipato. Tante persone, grandi e piccole, hanno dato un’impronta sicuramente positiva al carnevale.
Fra le manifestazioni collaterali hanno ottenuto un buon successo il concorso “pone a modde unu punzu ’e fae”, (per la miglior favata), vinto da Giommaria Senes e quello enologico che, con la valutazione dell’agronomo Angelo Angioi, dei sommelier Ais Giovanni Raga e Giovanni Marini e del segretario Tore Deriu, ha premiato, per i vini locali, Giuseppe Nurra e per quelli ottenuti con uve non locali Claudio Dettori.
Il carnevale ora vivrà una coda importante sabato 4 e domenica 5 con la discesa delle Pariglie, (Sas Pariglias Bonorvesas), lungo il Corso Umberto I, un appuntamento annuale molto atteso che raccoglie dietro le transenne del Corso migliaia di persone, pronte a rivivere e godere dello spettacolo proposto da tanti giovani ardimentosi fantini.
Emidio Muroni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google