Alla scoperta della donna nuragica
A Perfugas 8 marzo dedicato alla storia antica dell’isola e al ruolo femminile
PERFUGAS. Un 8 marzo alternativo, da trascorrere dentro l’accogliente sala conferenze di un museo (in questo caso, il Map di Perfugas, alle ore 17), per interrogare il passato e ricostruire l’identikit della donna sarda così come è andato a formarsi nei secoli, dalla preistoria sino ai giorni nostri. È l’accattivante proposta della sede operativa di Perfugas della Soprintendenza Archeologica, che, in collaborazione con il Comune, la società Sa Rundine e l’associazione Archeofoto Sardegna, proporrà un incontro sulla donna nella preistoria della Sardegna tra mito e realtà.
La relatrice sarà Angela Antona, storica funzionaria della Soprintendenza per il territorio della Gallura, autrice di numerosi scavi, interventi di tutela e valorizzazione, oltre che di importanti pubblicazioni sulla preistoria e la protostoria dell’isola.
Come spiegano gli organizzatori, «la conferenza prenderà le mosse dalle più antiche immagini femminili rinvenute nell’isola, a partire dalla Venere di Macomer, proseguendo con le statuette femminili, un’espressione artistica che, in Sardegna, si sviluppa a partire dal V millennio avanti Cristo. Le statuine di questo tipo rinvenute nell’isola sono svariate decine, tra le quali quella conservata nel museo di Perfugas è l’unica a stringere tra le braccia un bambino. Rappresentano una divinità femminile, la Grande Madre, nel suo aspetto di rigeneratrice e portatrice di abbondanza».
L’idealizzazione divinizzata della donna assumerà una grande varietà di forme statuarie, mantenendo sempre chiaro il riferimento alla sua femminilità. È nella nuragica che le rappresentazioni della femminilità diventeranno sempre più multiformi. Molti bronzetti rappresenteranno la donna sarda sotto le sembianze di sacerdotesse e sciamane, di madri che si prendono cura dei figli che tengono in grembo, anticipatrici di certe immagini della Pietà, ma anche di popolane che offrono doni alle divinità. Gli elementi di continuità e rottura tra queste rappresentazioni saranno il tema della relazione dell’archeologa Angela Antona.
I lavori del convegno verranno introdotti da Nadia Canu, coordinatrice della sede operativa di Perfugas. In chiusura, il fotografo Nicola Castangia presenterà foto e immagini di un viaggio esplorativo nel mondo delle janas.
Giuseppe Pulina
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