Furbetti del cartellino, da giugno tre condanne in Sardegna
C’è chi va a giocare alle slot machine e chi passeggia con gli amici. Poco più di un anno fa a Sassari il caso dell’Ente foreste
SASSARI. Tra i casi di furbetti del cartellino venuti alla luce nell’isola, i più eclatanti si sono verificati proprio a Sassari. Poco più di un anno fa, a febbraio, sette dipendenti dell'Ente foreste di via Roma furono denunciati in seguito alle indagini della Guardia di finanza. I militari scoprirono che i sette si assentavano durante l'orario di lavoro per andare in locali pubblici o a passeggiare, dopo aver timbrato il cartellino. Era stato il direttore a segnalare alcuni casi di assenze ingiustificate. Cinque furono sospesi dal servizio in via cautelare.
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Ma il caso più clamoroso venne alla luce nel 2014, sempre a Sassari. Protagonisti dieci impiegati delle cancellerie dell'ufficio del giudice di pace: tutti indagati, insieme al coordinatore dell'ufficio accusato di falso e abuso d’ufficio. Nel giugno scorso il coordinatore è stato assolto: il gup romano Stefano Aprile (la magistratura romana è competente perché nell’inchiesta è coinvolto un giudice) ha stabilito che il fatto non sussiste perché un magistrato non può svolgere le funzioni di sorveglianza sulle entrate e uscite dei dipendenti che competono invece alla figura del dirigente amministrativo. Tre dipendenti sono stati condannati a sei mesi (uno nel frattempo era andato in pensione) altri sette sono stati rinviati a giudizio e il processo sarà celebrato a giugno.
Lavoravano alla Provincia di Cagliari invece i due denunciati perché beccati al bar più volte durante l’orario di lavoro. Con sprezzo del pericolo, parcheggiavano l’auto di servizio davanti al locale. Bar ma anche slot machine gradivano invece i sei dipendenti del comune della Maddalena denunciati per truffa aggravata, dopo essere stati pedinati e filmati. I sei strisciavano il badge d'ingresso anche per i colleghi assenti. Cortesia ricambiata al momento dell'uscita.
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