Il campo di calcetto e la xenofobia
È nei quartieri popolari che il rischio xenofobia è più elevato. Ma nella storia che nei mesi scorsi ha visto protagonista il centro di accoglienza di via Planargia - unico dentro la cinta urbana in...
È nei quartieri popolari che il rischio xenofobia è più elevato. Ma nella storia che nei mesi scorsi ha visto protagonista il centro di accoglienza di via Planargia - unico dentro la cinta urbana in virtù di un progetto di integrazione -, la scuola di via Manzoni e la parrocchia del Buon Pastore c’è un finale che apre qualche spiraglio riguardo alla convivenza civile.
I giovani ospiti del centro, considerato allora sovraffollato, (oggi non più), di pomeriggio di tanto in tanto utilizzavano il campo di calcetto della scuola fra le proteste delle famiglie degli alunni che in alcuni casi avevano trovato la struttura (aperta a tutti) occupata. Erano anche comparse scritte oltraggiose nei confronti dei migranti ma alla fine, con la mediazione della scuola e della parrocchia, si è trovato un accordo pacifico e successivamente alcuni stranieri espulsi dal centro di accoglienza perché era scaduto il “permesso” sono stati ospitati prima nella chiesa del Buon Pastore e poi in un locale della parrocchia del Cuore Immacolato. Segni di pace per vincere la difficile scommessa di avvicinare popoli e culture diverse in un quartiere con tante difficoltà. (g.g.)
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