Sede del Parco, i lavori termineranno nel 2018
Rescisso il contratto con l’impresa sassarese che si era aggiudicata l’intervento L’edificio ex Onmi di via Ponte Romano era stato acquistato per 500mila euro
PORTO TORRES. L’immobile che l'Ente Parco Asinara ha acquistato qualche anno fa dal Comune versando una quota di 500mila euro, per ristrutturarlo e farlo diventare nuova sede, sarà pronto solo all’inizio del 2018. Questo perché i lavori nella struttura ex Onmi di via Ponte Romano erano andati a rilento nei mesi scorsi e l’Ente ha accolto la richiesta di rescissione del contratto presentata dall’azienda Costa di Sassari. L’ufficio tecnico del Parco sta ora provvedendo a predisporre il computo totale delle opere di completamento della struttura e nel frattempo ha ordinato il materiale per la copertura del tetto e sta individuando una ditta specializzata per il relativo montaggio. La sede attuale del Parco in via Josto è infatti molto piccola e poco funzionale per svolgere l'attività amministrativa e ancora di più per le riunioni pubbliche dove operatori economici e semplici cittadini spesso non riescono a trovare posto. Dopo l’aggiudicazione della gara di appalto si auspicava che entro il 2016 si potesse avere a disposizione la nuova sede, con uffici ampi per tutto il personale e sale per riunioni e conferenze degne di questo nome. C’è voluta invece una azione decisa da parte del Consiglio direttivo per cercare di accelerare la pratica, provvedendo alla rescissione del contratto per inadempienze sui lavori da svolgere secondo quanto prevedeva il progetto. Il nuovo cronoprogramma stilato dall’ufficio tecnico, per definire una volta per tutte la nuova casa del Parco, prevede la consegna degli elaborati del progetto di completamento in questi giorni, lo svolgimento della gara pubblica il 30 aprile, l’appalto dei lavori il 30 giugno e l’avvio degli stessi il 15 luglio. La fine lavori e certificato di regolare esecuzione delle opere è invece previsto il 31 gennaio del prossimo anno. Risolta la priorità strutturale, che rischiava di perdersi in contenziosi e lungaggini burocratiche, il Consiglio direttivo del Parco nazionale dell’Asinara ha approvato di recente anche il bilancio di previsione 2017 e il Piano triennale delle opere pubbliche individuando alcuni interventi che si ritengono strategici per lo sviluppo dell'isola-parco. Uno dei più importanti riguarda la trasformazione di parte della mobilità da trazione a combustibili fossili a trazione elettrica: la programmazione si articola infatti in 3 anni e prevede una prima disponibilità finanziaria di 750mila euro provenienti dal contributo della Fondazione Sardegna. C’è poi il progetto archivi carcerari e osservatorio della memoria, da allestire nella diramazione centrale di Cala Oliva, ossia la stratificazione storica del carcere dell’Asinara dove si parla delle varie epoche carcerarie dell'isola parco: il banditismo, gli internati, i brigatisti rossi, i mafiosi e i detenuti comuni. Un progetto, finanziato dalla Regione con 200mila euro, dove sono stati recuperati tutti gli spazi e allestite le celle e la barberia. «Nella diramazione centrale dell'Asinara sarà possibile consultare i documenti su supporti informatici - dice il vicepresidente dell’Ente Parco Antonio Diana - e il progetto della digitalizzazione e recupero continuerà anche nel 2017 con fondi del bilancio del Parco e grazie al supporto logistico dell’amministrazione carceraria».
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