Tutti insieme nel parco “Loi”
In passato era una cava di cantoni. Oggi è un parco tra i più attrezzati della città. Nel 2013 è stato intitolato alla poliziotta Emanuela Loi, vittima nella strage di mafia dove venne ucciso Paolo...
In passato era una cava di cantoni. Oggi è un parco tra i più attrezzati della città. Nel 2013 è stato intitolato alla poliziotta Emanuela Loi, vittima nella strage di mafia dove venne ucciso Paolo Borsellino. Si tratta del parco di via Montello, un vero e proprio gioiello verde che dà sull’omonima via e si trova davanti alla Questura.
Da area abbandonata nella zona alta del quartiere che fino a vent’anni fa mostrava molti segni di disagio, si è trasformata in un parco che ospita le famiglie, gli anziani del rione, spettacoli ed eventi che, soprattutto d’estate, animano tutta la zona circostante. Oltre ai giochi per i più piccoli ci sono due campi di bocce, il bar e i tavolini attorno ai quali i pensionati trascorrono qualche ora chiacchierando o giocando a carte. «Ci troviamo qui per discutere del più e del meno - dice Giovanni Scardaccio -, commentiamo i fatti del giorno e ci lamentiamo dei pochi soldi a disposizione». Si lamentano anche del fatto che nei giorni di vento dai vialetti sterrati del parco si solleva un polverone che fa scappare tutti. Il Comune (che gestisce la struttura), dicono i frequentatori più assidui, dovrebbe pavimentarli. Soddisfatto il gestore del chiosco, Gianni Lupi: «Credo di aver fatto un buon lavoro coinvolgendo il rione nelle attività che proponiamo, di aver creato uno spazio pulito e sicuro per tutti, di aver contribuito ad migliorare la qualità della vita di tante persone che vengono qui a trascorrere il tempo libero». Adesso Lupi spera che il Comune gli rinnovi il contratto di gestione del parco, in scadenza, sul quale ha investito tante energie. (g.g.)
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