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Alghero, steccati troppo fragili contro l’erosione degli arenili

Alghero, steccati troppo fragili contro l’erosione degli arenili

Il Wwf propone di installare barriere più robuste e con un profilo in grado di resistere al vento Alla Marina di Sorso e al Poetto di Cagliari i sistemi di protezione hanno retto alle intemperie

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ALGHERO. «Gli steccati di cannucce, sebbene abbiano svolto una certa protezione, si sono rivelati fragili. In molti punti, purtroppo, li ha spazzati via il vento». Così il Wwf Sardegna che sulle protezioni dell’area dunale di Maria Pia, Lido e San Giovanni ha predisposto un dossier che evidenzia le criticità di un sistema che, pur animato dalle migliori intenziobni, a lungo andare si è mostrato fragile e di conseguenza poco funzionale alle finalità del progetto. «Il sistema di steccati di cannucce, sebbene abbia svolto una certa protezione – ha sottolineato Carmelo Spada delegato regionale del Wwf – si è rivelato decisamente fragile e in molti punti, purtroppo, è stato danneggiato e portato via dal vento. In altri, come nel tratto di spiaggia di San Giovanni, non è stato neppure rinnovato e sono rimaste vecchie incannucciate ormai distrutte».

Il problema è che il rimedio predisposto per salvaguardare l’arenile, non ha retto sia alla forza del vento che - comunque - in questa zona della Sardegna è così intensa da modificare anche il paesaggio. In un quadro un po’ più tecnologico si potrebbe dire che sono stato sbagliati i calcoli, e lo dimostrano i poveri resti degli sbarramenti che adesso decorano il litorale algherese. Non significa, però, che il concetto di fondo sia sbagliato. E lo dimostrano le analoghe installazioni che hanno bloccato l’erosione costiera e degli arenili lungo la spiaggia di Platamona o al Poetto di Cagliari.

In questo casi, però, gli sbarramenti sono decisamente più robusti. Non solo canne un po’ più grosse, ma con un profilo geometrico più solido, che ricorda analoghe costruzioni in pietra realizzate nei secoli, magari in zone di confine.

Un profilo “autobloccante” che neppure il maestrale (a nord) e lo scirocco (a sud dell’isola) sono riusciti a intaccare. E, infatti, il Wwf Sardegna, suggerisce di prendere a esempio le protezioni realizzato al Poetto e alla Marina di Sorso-Platamona.

«Il dossier Wwf, che documenta l’attuale situazione, è stato inviato al sindaco di AlgheroMario Bruno, all’assessore all’Ambiente Raniero Selva e al dirigente del settore Territorio Giovanni Spanedda poiché, per il futuro, si auspica che vengano adottati sistemi più resistenti, «utilizzando canne più consistenti e sistemi composti, come quello adottato nella spiaggia del Poetto di Cagliari» ha infatti concluso Carmelo Spada.

Un suggerimento che il Comune di Alghero potrebbe utilizzare non solo per le spiagge del Lido e di San Giovanni ma che potrebbe estendere al lungo arenile di Maria Pia o al fragile sistema costiero delle Bombarde, dove fra mareggiate e venti impetuosi, la spiaggia si è ridotta a una sottile striscia di sabbia. (p.s.)

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