La replica del Comune di Sassari su Porto Ferro: «Giù le mani lo diciamo noi»

L’assessore all’Urbanistica Carbini difende il Pul e contesta gli oppositori che non vogliono modifiche: la spiaggia è di tutti

SASSARI. Giù le mani da Porto Ferro. Rompe gli indugi l’assessore comunale all’Urbanistica Gianni Carbini. Per nulla intenzionato a lasciarsi travolgere dalle critiche piovute sul Piano di utilizzo dei litorali, recentemente licenziato dal consiglio comunale e che ha iniziato il suo lungo iter verso l’approvazione (dovrà essere inviato a ben trentasei enti per eventuali osservazioni prima di giungere al varo definitivo).

Critiche che hanno riguardato in particolare Porto Ferro, e hanno convinto il vicesindaco a rovesciare sugli “oppositori” lo stesso slogan con cui hanno accompagnato la raccolta firme per difendere la spiaggia “selvaggia” così amata dai sassaresi, o almeno da una parte di loro, che non ha nessuna intenzione di permettere che la situazione attuale cambi.

«Noi – sottolinea Carbini – invece vogliamo una spiaggia inclusiva, aperta a tutti, anziani, bambini e disabili, con servizi per tutti, comprese passerelle in legno per la deambulazione facilitata, con possibilità di mettere in sicurezza, con appositi dispositivi, le discese sia alla spiaggia che alla battigia. E ancora, rispetto dell’ambiente e delle normative ambientali per le aree Sic, cioè per i siti di importanza comunitaria. È questa la filosofia che ha mosso la nostra amministrazione comunale nella redazione del piano di utilizzo del litorale. Ecco perché siamo noi a dire “giù le mani da Porto Ferro” che, da spiaggia fruita e fruibili da pochi, diventa una spiaggia per tutti».

«Il Pul va nel rispetto dell'accessibilità, dell'ambiente e dello sviluppo di un territorio – afferma Gianni Carbini – e può creare ricchezza ed economia nel rispetto della eco-sostenibilità. Attualmente nella spiaggia di Porto Ferro c’è una sola concessione demaniale che ha una superficie di 1238 metri quadri e che con il 2020, per quanto disposto dalle norme, si estinguerà. La superficie in concessione incide per l’1,45 per cento sull’habitat della spiaggia. Quando il Pul entrerà in vigore, invece, la concessioni demaniali semplici potranno essere tre, distribuite sulla spiaggia lunga circa 1200 metri, con una incidenza sull’habitat dell’arenile del 2.9 per cento. Con un fronte mare occupato da ciascuna pari a 50 metri. Questo significa che lo spazio libero davanti al mare, su 1200 metri sarà di 1050 metri».

«La collocazione delle tre concessioni demaniali semplici – prosegue l’assessore – è stata studiata per rispondere alle caratteristiche geomorfologiche della spiaggia, del contesto e ai vincoli di rispetto imposti dalle norme. Inoltre, si tengono in considerazione due elementi importanti fissati nelle linee guida, cioè la distanza minima tra due concessioni, 50 metri, e che il lato fronte mare della concessione deve essere massimo di 50 metri. Ecco allora che le due più piccole concessioni, con una superficie di 600 metri quadri dove troveranno spazio ombrelloni e sdraio, sono state pensate nella zona di ingresso alla spiaggia, quella più grande da 1100 metri quadri nella parte superiore dell’arenile che si presenta nettamente più larga».

«Non stiamo certo parlando di strutture alberghiere – sottolinea l'assessore Carbini – ma di concessioni che prevedono l’installazione di strutture amovibili in legno e tela, come chiosco bar, docce, servizi per disabili, sollevate dall’arenile per consentire il movimento naturale della sabbia e lo sviluppo della vegetazione. Quello che mi preme sottolineare è il fatto che gli interventi previsti dal Pul all’interno delle aree Sic rispettano gli indirizzi e le prescrizioni contenute nei relativi piani di gestione».

«Attualmente – chiude Gianni Carbini – siamo nella fase di accettazione delle osservazioni al piano, e se dovessero arrivarne di migliorative ritengo che l’amministrazione non potrà che tenerne conto. Siamo sempre disponibili al confronto purché sia costruttivo».

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