Allarme commercio dopo la mini-ripresa torna la crisi nera
In città calo del 2,3% con 100 attività che hanno chiuso Per i negozianti i nemici sono Ztl, strisce blu e cantieri
SASSARI. Dopo due anni di sottile ripresa il commercio sassarese rivede gli spettri della crisi economica. Secondo i dati diffusi dalla Camera di commercio del nord Sardegna con il Rapporto imprese 2017, il settore commercio non gode di buona salute, e l’epicentro del malessere è concertato a Sassari e Porto Torres.
Su tutto il nord dell’Isola il numero di imprese del commercio attive (sia all’ingrosso, sia al dettaglio) nel 2016, è calato dell’1,96 per cento rispetto all’anno precedente.
Un segno meno al quale contribuisce in maniera decisiva la provincia di Sassari, con il capoluogo e il centro turritano protagonisti in negativo: il calo delle imprese attive è stato dello 0,82 per cento in Gallura (la ex provincia Olbia-Tempio) e del 2,60 per cento nel Sassarese. In particolare Sassari e Porto Torres, per numero di attività e risultati negativi, trascinano in basso l’intero territorio.
Nel capoluogo sassarese il calo è stato 2,37 per cento con circa 100 attività, su 4mila, che hanno chiuso i battenti. A Porto Torres la crisi ha tagliato fuori dal mercato il 5,19 per cento delle imprese del settore commercio. E pensare che i saldi degli anni precedenti avevano riacceso la speranza di rilancio per un settore gravemente provato dalla crisi. Certo il numero di imprese attive nel nord Sardegna dal 2013 al 2015 era cresciuto di pochissimo; sia nel 2014, sia nel 2015, si era registrato un timido incremento dello 0,8 per cento. Oscillazioni quasi impercettibili, ma pur sempre segni positivi dopo anni di profondo rosso.
A soffiare verso la crescita delle imprese era stato il vento della Gallura, con le attività del comune di Olbia sugli scudi, grazie a una crescita che a fine 2015 aveva toccato il 5,2 per cento. A Sassari invece l’accenno di ripresa era stato poco più di una brezza, brevissima: +1,1 per cento nel 2014 e + 0,1 per cento nel 2015, a conferma che il commercio nel capoluogo resta un settore ad altissimo rischio, da tenere ancora nel reparto di rianimazione dell’economia sarda. Secondo i negozianti che lavorano al centro della città (la zona più colpita dalle mareggiate della crisi), quelli che a costo di enormi sacrifici sono riusciti a evitare il naufragio e cercano di attrezzarsi per il futuro, una spallata decisiva alle sorti del settore è stata data da un mix di decisioni calate da Palazzo Ducale proprio sul centro storico e sulla zona dello shopping per eccellenza, come viale Italia: l’istituzione di una Ztl non concordata e mai digerita dai commercianti; l’invasione di strisce blu che ha praticamente fatto scomparire i parcheggi gratuiti dal centro città; la pista ciclabile che, tra cantieri ancora aperti a due anni dall’inizio dei lavori, e un percorso reputato quantomeno invasivo, ha tolto ogni residua serenità ai commercianti e a buona parte dei residenti.
«Noi crediamo che sia un nostro dovere e diritto lottare contro la Ztl selvaggia e contro gli ipermercati della zona industriale», sostiene Giusy Mura, presidente dell’associazione di commercianti "I Portici Costa". «Il Comune ha adottato alcune modifiche importanti alla Ztl, ma un provvedimento nato male e attuato peggio è difficile da correggere in corsa».
Anche il vicesindaco, Gianni Carbini, ammette che tutto sia migliorabile, ricorda che la Ztl è stata alleggerita riaprendo al traffico l’arteria di via Brigata Sassari-via Cagliari, e annuncia nuove migliorie in arrivo: «L’assessorato alla Mobilità sta predisponendo un nuovo piano del traffico e dei parcheggi che presto porterà in Giunta per l’approvazione».
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