Porto turistico allo sbando i diportisti protestano

La Port Authority non ha siglato il contratto di concessione con la Nautica Service Appello al sindaco: «Mancano luce, acqua, assistenza all’ormeggio e custodia»

PORTO TORES. A lanciare il grido di allarme sullo stato di precarietà del porto turistico questa volta sono i diportisti che hanno le imbarcazioni ormeggiate nei pontili galleggianti. Non è infatti cambiato niente da quando la Port Authority aveva deciso di affidare alla Nautica Service la gestione quadriennale della struttura portuale, prima delle festività natalizie, visto che non è stato ancora perfezionato alcun contratto di concessione e quel che rimane del porto turistico appare allo stato attuale terra di nessuno.

«Da un anno ormai siamo abbandonati a noi stessi senza servizi primari - scrivono i diportisti in una lettera indirizzata al sindaco Sean Wheeler -, quali luce, acqua potabile e assistenza all’ormeggio in caso di necessità: i pontili e le strutture necessitano di manutenzione e le lamentele aumentano per la mancanza di una gestione che possa impedire anche furti e atti di inciviltà a danni sia dei privati sia della struttura». Mancano i gestori del porto e pure i servizi di guardiania per evitare i verificarsi di furti, dunque, e i diportisti sono costretti quotidianamente a verificare lo stato delle loro barche sperando di non trovare brutte sorprese.

«Si parla spesso di nautica come settore di sviluppo economico e turistico – aggiungono – ma a quanto pare non si va oltre alle parole: non è possibile che in una città di mare come la nostra, che vanta un istituto Nautico e una tradizione marinara, in questi anni si lasci morire così il porto. I posti barca destinati alla nautica da diporto sono un numero irrisorio e quei pochi che ci sono vengono letteralmente trascurati». Per i diportisti la nautica potrebbe essere un volano per l’economia della città e del porto, considerando che negli anni in cui la gestione dei pontili era attiva sono transitate barche di diverse nazionalità che hanno generato un indotto importante.

Da un anno a questa parte, però, le stesse barche hanno preferito altri approdi, perché senza gestione non è possibile l’ormeggio dei transiti. «Ci sentiamo abbandonati da tutti – dicono i diportisti turritani –, dall’Autorità portuale che, persa nei tempi della burocrazia, non ha ancora dato una soluzione alla vicenda e dalle istituzioni che parlano tanto del porto e di turismo ma poi nei fatti concreti non si vedono sforzi in tal senso». È necessaria una soluzione immediata per rimettere in moto una risorsa che forniva servizi e valorizzava un settore in costante espansione, creando economia e posti di lavoro.

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