Diana scrive al ministro: «Porti l’acqua all’Asinara»
Il vicepresidente del parco lancia un appello perchè si realizzi il sistema idrico Insufficienti i 3milioni di euro stanziati dalla Regione per risolvere il problema
PORTO TORRES. I problemi dell’approvvigionamento idrico del Parco nazionale dell’Asinara sono stati portati a conoscenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galetti e del presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru attraverso una lettera inviata dal vicepresidente dell’Ente Parco Antonio Diana. Tra i destinatari della missiva - oltre al direttore generale del Ministero e degli assessori regionali - ci sono anche il presidente dell’Egas e della Rete Metropolitana del Nord Sardegna Nicola Sanna e l’amministratore unico di Abbanoa Alessandro Ramazzotti. Sono ormai diversi anni che il Consiglio direttivo dell’Ente ha posto la problematica del servizio idrico dell’Asinara come profonda criticità da risolvere al fine di garantire lo sviluppo del Parco. E a quanto pare non sono bastati i tanti incontri e tavoli di lavoro dove la tematica è stata ampiamente discussa e sono state delineate anche strategie a breve e medio termine allo scopo di implementare quello che è considerato da sempre un servizio indispensabile per la crescita dell’isola. La Regione ha stanziato da alcuni anni 3milioni e 200mila euro al Comune di Porto Torres, come risorse necessarie alla soluzione del problema idrico, e questi fondi regionali non sarebbero sufficienti a garantire la completa realizzazione del progetto. «I ritardi amministrativi relativi all’attuazione degli interventi finanziati complicano ulteriormente la situazione - dice Diana - e ad oggi non è ancora stato pubblicato il bando per l’individuazione dei progettisti, ma soprattutto manca un programma di insieme che sia definito in termini di strategie e di priorità di processo». Il vicepresidente dell’Ente Parco chiede perciò al presidente della Regione e agli assessori regionali di valutare la possibilità di ricomprendere l’Asinara all’interno di progetti strategici integrati che consentano di catalizzare le risorse necessarie al completamento sia delle attività in atto che degli interventi necessari ad ottenere l’approvvigionamento idrico e di diventare soggetti attuatori diretti dell’intero programma. E di tenere conto, inoltre, che nel programma di attuazione del Piano delle acque della Sardegna del 2006, tra gli interventi delineati è compresa la realizzazione di un impianto che colleghi la rete idrica dell’isola con quella della terraferma per mezzo di un acquedotto sottomarino. «A mio avviso - aggiunge Diana - se il progetto è supportato da uno studio di fattibilità con valutazioni economiche e ambientali favorevoli, potrebbe essere la soluzione definitiva alla vertenza sull’acqua dell’isola-parco». Le richieste di Diana a Nicola Sanna, invece, sono duplici: come presidente della Rete di farsi carico e promotore del progetto di sviluppo del Parco quale elemento principe e strategico nel sistema del Nord Sardegna; come presidente di Egas di includere anche l’isola dell’Asinara nella predisposizione del nuovo piano tariffario del servizio idrico integrato. «Alla società Abbanoa chiedo di procedere con sollecitudine alla presa in carico delle infrastrutture idriche già presenti sull’isola».
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