Pista ciclabile a Sassari: «Lo scempio di via Diaz»

Via Diaz, Sassari

I piccoli partiti di maggioranza chiedono la rimozione del cordolo in cemento e la carreggiata più larga

SASSARI. Togliere il cordolo della discordia dalla pista ciclabile di via Diaz. Lo chiedono con un preciso ordine del giorno presentato ieri a Palazzo Ducale tutti i consiglieri comunali della maggioranza extra Pd. Il documento, che ha come primi firmatari Alessandro Boiano e Dino Ghi, del gruppo Sassari bella dentro, chiede al sindaco di modificare il progetto in corso d'opera, eliminare l'antiestetico e ingombrante cordolo in cemento che taglia in due la carreggiata separando la pista ciclabile dalla corsia per le auto, e sostituirlo con un più comodo, sicuro e poco appariscente cordolo in gomma.

Una richiesta che arriva dopo le lamentele dei residenti, e che suona anche come l'ennesimo messaggio alla Giunta: «Quando si persevera negli errori, anche le migliori intenzioni crollano e si rischia di perdere di vista quell'idea e quello spirito iniziale sopra richiamato di fare di Sassari una città a standard europeo e a misura di cittadino», è scritto nell'ordine del giorno che sarà discusso nei prossimi giorni a Palazzo Ducale.

«La realizzazione del progetto delle piste ciclabili ha fatto riscontrare un impatto non sempre positivo sulla cittadinanza dovuto, in particolar modo, alla gestione dei cantieri, alla loro prolungata durata e alle soluzioni adottate in fase di realizzazione», spiega il documento. «Soluzioni che hanno generato non poche perplessità, sia tra i cittadini sia tra coloro che, come gli scriventi, sono chiamati, a farsi portavoce di quelle istanze».

Per quanto riguarda via Diaz gli stessi consiglieri parlano di errori grossolani e chiedono che si metta rimedio: «Oltre al dimezzamento dei parcheggi situati sul lato sinistro della via, sono rilevabili altre criticità: le dimensioni troppo ridotte della carreggiata utile al transito degli autoveicoli a causa del mancato utilizzo di una parte di marciapiede per la costruzione della pista ciclabile; la presenza di due blocchi di cemento (larghi 50 cm) che separano la carreggiata dalla pista ciclabile, che creerebbe ostacolo alla normale circolazione e la aggraverebbe ulteriormente nel caso in cui a transitare fossero mezzi di soccorso, oltre a essere elemento di pericolo per gli stessi ciclisti che dovessero incorrere in una caduta accidentale; la presenza di passi carrabili sul lato destro mal si combina con la posa dei grossi blocchi in cemento, che ne impedirebbero o limiterebbero il relativo accesso, con conseguente disagio alla circolazione».

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