«Per ottanta giorni bevuta senza saperlo acqua non potabile»
L’annuncio dei portavoce della class action contro Abbanoa Corsa contro il tempo per i fondi. Promessa del sindaco
PORTO TORRES. «Dal novembre 2011 a settembre 2015 in città ci sono stati 412 giorni di non potabilità dell’acqua pubblica: nella fascia temporale tra la comunicazione Asl e l’ordinanza del Comune, inoltre, i cittadini hanno utilizzato senza saperlo per 80 giorni acqua non potabile». Le parole di Franco Dore, consulente legale di Adiconsum con Teresa Siciliano, spiegano tutti i perché della class action contro Abbanoa dichiarata ammissibile dal Tribunale di Cagliari.
Ieri sera nella sala Filippo Canu l’associazione “Civiltà è Progresso” e Adiconsum hanno chiesto la grande mobilitazione a Porto Torres a sostegno del’azione di classe avviata nel novembre 2015. «Ora si tratta di promuovere le adesioni massicce degli utenti turritani - ha detto Alba Rosa Galleri -, cosa che farà tremare i polsi alla dirigenza di Abbanoa, e ci stiamo muovendo perché occorre superare anche lo scoglio economico». I giudici di Cagliari, nell’ordinanza in cui decretano la legittimità delle richieste degli utenti turritani in merito ai disagi sopportati in sei anni, hanno infatti disposto la massima pubblicità della class action attraverso la pubblicazione dell’ordinanza a spese dei ricorrenti.
Uno scoglio che, secondo le associazioni, si può superare solo con l’intervento dell’amministrazione comunale attraverso un contributo. «Come amministrazione - ha risposto il sindaco Sean Wheeler - ci attiveremo per valutare se all’interno del bilancio comunale (ancora da approvare ndc)abbiamo risorse per aiutare i cittadini nell’attuazione della class action: devono essere fatte nel frattempo tutte le valutazioni giuridiche ed economiche per la fattibilità dell’intervento».
Considerando che la prossima udienza sarà a novembre, la corsa contro il tempo è ora mirata al reperimento di fondi per continuare l’azione di classe. Sono settemila le utenze potenzialmente interessate. L’associazione è fiduciosa perché si tratta di un intervento a favore della collettività per una causa che tutte le forze politiche si sono sempre dichiarate di condividere.
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