Lai: «Basta regali a Eni»
Il senatore Pd vuole chiarezza sul via libera al fotovoltaico
SASSARI. L’amministratore delegato di Eni, che il Governo intende confermare ad aprile, ha comunicato che due dei quattordici progetti sulle energie rinnovabili, previsti per produrre 220 MW sono già partiti in Sardegna e la prima produzione dovrebbe iniziare a fine 2017 o all’inizio del 2018. La notizia è proprio di ieri e ha suscitato immediatamente una serie di perplessità.
Secondo il senatore del Partito Democratico Silvio Lai, su queste dichiarazioni si deve fare immediata chiarezza: «Vogliamo capire se sia una fuga in avanti dell’amministratore delegato o se invece ci sia già l’autorizzazione per gli impianti». E aggiunge: «Credo che la Regione debba chiarire se abbia già autorizzato gli ennesimi impianti fotovoltaici che servono solo a Eni e non certo alla Sardegna oppure se Descalzi sia stato male informato dai suoi collaboratori, che danno per fatte iniziative che devono ancora partire».
Quindi l’auspicio del senatore Lai: «Io mi auguro che ci troviamo in quest’ultima situazione perché davvero non si sente l’utilità di campi fotovoltaici da autorizzare a Eni. Rischiamo di ripetere la pessima esperienza di E.On che chiese alla Regione, ottenendo risposta positiva, di fare subito campi fotovoltaici in cambio di un investimento da 800 milioni di euro che poi però non ha mai effettuato».
«Spero che la Regione, memore anche di questo precedente – continua il senatore Silvio Lai – abbia mantenuto e continui a mantenere la schiena dritta su questa vicenda. La riscrittura del protocollo della chimica verde non può partire da un ulteriore omaggio alla multinazionale che ha da restituire molto all’isola prima di chiedere ancora».
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