La Nuova Sardegna

Sassari

Microcariche per demolire i gruppi 1 e 2

di Vincenzo Garofalo
Microcariche per demolire i gruppi 1 e 2

Fiume Santo, l’annuncio dei vertici della Ep in commissione: «Rispetteremo tempi e programma»

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SASSARI. Microcariche esplosive per buttare giù ciminiera e caldaie dei gruppi 1 e 2 della centrale elettrica di Fiume Santo.

Lo hanno annunciato ieri i vertici della Ep Produzione, la società proprietaria degli impianti sassaresi, alla commissione consiliare Ambiente del Comune di Sassari. Nel corso dell’audizione che si è svolta a Palazzo Ducale, i rappresentanti della multinazionale ceca hanno ribadito l’impegno di Ep nel tenere fede al programma e ai tempi di demolizione e bonifica dei due gruppi non più in esercizio all’interno della centrale, e hanno spiegato la variante al progetto iniziale di decommissioning, con l’utilizzo di microcariche detonanti per smantellare una parte delle strutture. EP Produzione ha spiegato che le verifiche per la ripresa del progetto e il reinsediamento del cantiere a seguito del dissequestro delle aree interessate hanno impiegato un tempo superiore rispetto a quanto stimato inizialmente. Inoltre, il ruolo di capocommessa per l’esecuzione dei lavori, in un primo momento affidato a una società terza, è stato in seguito assegnato alla società specializzata Ave, appartenente allo stesso Gruppo. C’è stata quindi la necessità di rivedere l’organizzazione delle attività, il cui riavvio è avvenuto il 3 ottobre 2016. Eph e Ave, hanno risposto alla convocazione della commissione Ambiente presentandosi a Palazzo Ducale in forze: c’erano Giorgio Chizzolini, direttore asset management e performances, Franco Fantaccione responsabile servizi ingegneria in asset management, Jiri Holoubek, project manager di Ave, Denise Borzacchini assistente di direzione, Gianluca Perrone, responsabile affari istituzionali e Alessia Fiore, responsabile servizio permitting. Una vera squadra di esperti che ha spiegato ai consiglieri che «le sei ditte operanti in cantiere per i lavori di decommissioning hanno sede legale in Sardegna, a conferma dell’impegno nei confronti della crescita occupazionale dell’isola, come già dimostrato in passato. Nel 2016 la società ha impiegato per gli interventi straordinari di manutenzione al gruppo 4 una media di circa 450 lavoratori dell’indotto al giorno, con punte massime di 550, provenienti prevalentemente dal territorio». E quindi ecco la novità: «Sulla base delle informazioni raccolte attraverso le ispezioni eseguite prima della ripresa dei lavori, è emersa la necessità di chiedere varianti al piano di demolizione approvato, per ragioni di sicurezza sul lavoro», è stato spiegato. «Considerato lo stato deteriorato della ciminiera e delle caldaie, si ritiene più sicuro procedere alla loro demolizione attraverso l’utilizzo di micro-cariche detonanti al posto della demolizione con mezzi meccanici, originariamente prevista, che invece viene mantenuta per gli altri edifici. La ditta specializzata si occuperebbe solo della fase dell’esplosione, aumentando la possibilità d’impiego d’imprese e manodopera locali per le fasi successive». Le delucidazioni di Ep hanno convinto la commissione Ambiente che da tempo sta monitorando la situazione della centrale: «Abbiamo preso atto delle assicurazioni dei vertici di Eph in merito al rispetto dei tempi previsti per la demolizione dei gruppi 1 e 2 a Fiumesanto. Sarà nostro compito vigilare attentamente perché gli impegni confermati anche oggi trovino concreta attuazione», ha commentato la presidente della commissione, Valeria Fadda.

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