La Nuova Sardegna

Sassari

Sanna in trincea: «Io non mi dimetto»

di Giovanni Bua

Riunione drammatica con consiglieri e assessori nella sede del Pd, il primo cittadino: «Sono pronto a ricominciare»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Un confronto drammatico, chiusi fino alle undici di notte nello stanzone della sede del Pd di via Mazzini, e poi per almeno un’altra ora in strada, a parlare, analizzare, digerire. Perché l’altro ieri, tornando a casa stanchi e frastornati, una soluzione in tasca non ce l’aveva proprio nessuno.

Non Nicola Sanna.Che ha incassato meno impassibilmente del solito una serie di attacchi, politici, pesanti e anche personali (è stato definito da una consigliera il peggior sindaco di Sassari degli ultimi 60 anni), e che ha ribadito che non si dimetterà, che se qualcuno «vuole costruire» lui è pronto, ma se vogliono staccare la spina devono sfiduciarlo.

Non i consiglieri comunali Dem, che hanno parlato tutti (e tutti contro il primo cittadino), o gli assessori, che invece sono stati ad ascoltare. Non i segretari cittadino e provinciale, che non hanno potuto far altro che ribadire che la crisi c’è. È seria e necessita di una verifica che va preliminarmente allargata a tutta la coalizione. Perché se è dal Pd che tutto parte non è certo solo dentro il Pd che tutto va a rotoli.

Non i capi corrente, che affilano le armi in vista del vertice vero, previsto per l’inizio della prossima settimana. In un balletto di allontanamenti e riavvicinamenti così fluido da cambiare ora per ora. E che lascia tutte le strade aperte.

E così gli scenari possibili si sovrappongono. Con il più gettonato che parte dal presupposto che le elezioni non le vuole quasi nessuno, e che l’unica strada percorribile potrebbe essere una ricomposizione dello strappo con un ritorno allo schema attuale (soluzione che mette enormemente sotto pressione l’area Carbini Manca) in una sorta di governo a tempo della città, con un arrivo ordinato alle urne nella primavera 2018 (magari con un gradito passaggio commissariale negli ultimi mesi).

Gettonato fino a ieri, quando si è tornati di nuovo indietro. Con la “ditta” che si è di colpo compattata in chiave anti Sanna, e ha messo la prua verso giugno e la “missione possibile”: trovare un nome fuori dagli schemi, autorevole e conosciuto, a cui affidare la guida di una coalizione rinfrescata da lanciare verso le elezioni. Il tutto partendo dal presupposto che se il centrosinistra non è pronto gli altri lo sono ancora meno.

Ipotesi di scuola, o poco più. Influenzate da troppe variabili per rimanere solide per più di qualche giorno. Una ad esempio è il ritorno a Sassari di Gavino Manca, che dovrà mettere ordine in un’area in piena fibrillazione dopo l’accelerazione data da Gianni Carbini all’inizio della crisi. Con il consigliere regionale che dovrà mediare tra il suo vicesindaco, che comunque non tornerà indietro (e può contare su rapporti diretti con Boiano e Ghi) e quanti chiedono di rioccupare la casella in giunta nel caso di una rinnovata, e limitata, fiducia a Sanna (già circola il nome dell’ex assessore Paolo Scanu).

L’altra è il no deciso di Silvio Lai, che, a differenza di Giacomo Spissu più propenso ad analizzare con calma la situazione, considera da tempo il rapporto tra Nicola Sanna e la città compromesso e irrecuperabile. E vede nelle urne l’unica soluzione possibile. C’è poi Gianfranco Ganau, che già nel 2014 alla fine ruppe gli indugi e diede il via libera al voto anticipato, e anche ora, almeno a guardare cosa succede nella civica a lui vicina Città Futura, potrebbe farsi tentare dalle urne a giugno. C’è l’area di Salvatore Demontis, più propensa a un Sanna bis che porti a casa le tante partite aperte, con voto nel 2018. C’è l’ultima moschettiera delle primarie rimasta, Monica Spanedda, anche lei propensa a un avvicinamento ordinato alle elezioni, ma anche tra le più critiche e insofferenti nei confronti della gestione dell’ex compagno di lotta.

C’è poi il sindaco, che alla fine è quello che decide, di cui già tante altre volte il Pd ha sottovalutato la caparbietà e la tenuta. L’altro ieri in molti l’hanno visto frastornato. Ma oggi è un altro giorno. E non è ancora quello giusto per sapere per chi suona la campana.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative