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Sassari

Cliniche, parto indolore entro l’anno

Cliniche, parto indolore entro l’anno

Troppo numerosi i cesarei e standard di qualità bassi: l’Aou corre ai ripari e assumerà anestesisti per garantire le 24 ore

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SASSARI. Arriva il servizio di Parto analgesia e l’Aou di Sassari dà un taglio ai cesarei primari. Nei giorni scorsi la Regione ha approvato il piano di rientro negli standard di qualità per dare una sterzata alla statistica da bollino rosso: nella struttura sassarese la percentuale dei cesarei supera infatti il 40 per cento. L’azienda ospedaliera ha messo sul tavolo 785mila euro per l’assunzione di anestesisti e ostetriche. Entro l’anno il cosiddetto parto naturale indolore diventerà una possibilità garantita h24.

Situazione critica. Il Piano nazionale esisti (Pne) del 2016, stilato in base ai dati delle dimissioni ospedaliere effettuate nel 2015, dice che nell’azienda ospedaliera di Sassari ci sono due aree che si posizionano su un livello basso di standard di qualità. La più critica è quella “gravidanza e parto” – la clinica di Ostetrica e Ginecologia dell’Aou è l’unico punto nascita pubblico in città – dove la proporzione dei parti cesarei primari ha fatto crollare gli standard di qualità. Una situazione talmente deficitaria che ha fatto scattare l’allarme anche in Regione. L’Aou ha quindi dovuto stilare un piano di intervento che nei giorni scorsi è stato approvato dalla giunta regionale e ora è diventato operativo.

Il piano. Si scrive “Piano triennale di rientro per il miglioramento della qualità delle cure e l’adeguamento dell’offerta dell’Aou di Sassari” ma si legge “Come evitare i parti cesarei primari”. L’obbiettivo è ricondurre l’area clinica almeno a un livello medio di qualità. Come fare? Il piano messo a punto dall’azienda ospedaliera prevede il miglioramento qualità dei dati raccolti, e quindi la codifica delle schede di dimissione ospedaliere, la formazione del personale, la presenza di computer in tutti i reparti, negli ambulatori e negli studi medici.

La novità. Ma la vera rivoluzione è tutta nell’attivazione di un servizio di Parto analgesia. Significa che finalmente verrà garantita una guardia attiva composta da anestesista, ginecologo-ostetrico, pediatra-neonatologo e ostetrica: tutto il necessario per fare un parto naturale e indolore. Ed evitare quindi il ricorso a scorciatoie come il cesareo. 

Parto analgesia. I risultati sono assicurati. Funziona più o meno così: entro il settimo mese di gravidanza le donne verranno invitate a partecipare a un corso informativo per indicare i benefici del parto naturale e le complicanze del parto cesareo. Questo perché spesso il cesareo viene effettuato senza che ce ne sia davvero la necessità e quindi espone mamma e nascituro a rischi che, seppur modesti, sarebbero evitabili. C’è quindi molto da incidere sulla scelta che alcune fanno soltanto per evitare le sofferenze del parto naturale. Poi, entro la 35esima settimana di gravidanza, c’è da superare una visita con l’anestesista per valutare l’idoneità della procedura.

H24 entro l’anno. La novità richiede di mettere mano anche alle dotazioni strumentali dell’azienda ospedaliera. Ecco perché in sala parto e nel pronto soccorso ostetrico arriveranno rispettivamente un ecografo e un cardiotocografo dedicati. Ma prima di tutto servono medici. E infatti per mettere in piedi il servizio saranno assunti sei medici specialisti in anestesia e rianimazione, e cinque ostetriche. Complessivamente si tratta di un investimento di 785mila euro. Da solo il servizio di Parto analgesia vale per l’Aou uno sforzo da 600mila euro l’anno (il costo degli stipendi del personale sanitario). Nel primo semestre di attivazione del piano, il servizio di Parto analgesia verrà attivato nelle ore diurne, ed entro la fine del 2017 sarà garantito h24.

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