Sassari, la crisi della giunta comunale paralizza il Consiglio
La prossima seduta slitta a martedì e riguarderà solo la surroga di Campus. Cordedda: «Sbagliato dare la colpa al Pd»
SASSARI. Come in un gigantesco freezer, che congela pratiche, commissioni e consiglio. In attesa che il Pd finisca la sua «approfondita riflessione». Così vive questi giorni la politica cittadina. Che nella riunione di capogruppo di ieri mattina ha ufficializzato che, fino a quando i maggiorenti Dem decideranno, nella riunione in programma lunedì in via Mazzini, se staccare o no la spina alla giunta Sanna, non si muoverà foglia.
Il consiglio comunale infatti è stato convocato ufficialmente (anche se le motivazioni addotte sono “tecniche”) per martedì 28. E solo dopo che l’aula procederà nell’occasione (insieme a un paio di pratiche marginali e alla solita quota di interrogazioni e interpellanze) alla surroga di Simone Campus con Maria Francesca Fantato si potrà procedere a riconvocare le commissioni e rieleggerne le figure apicali, nel mentre decadute. Lì potrebbe arrivare il bilancio, che però per ora non è ancora stato messo nemmeno del calendario della giunta. E che avrà necessità di almeno altre due settimane per arrivare in consiglio.
Davvero non male, considerando che il limite per l’approvazione del documento contabile era il 31 marzo. E soprattutto che l’esito della riunione di lunedì, che tutto dovrebbe in un modo o nell’altro sbloccare, è tutt’altro che scontato.
Insomma, il solito caos. Che sta contagiando a cascata tutta la coalizione, con i “piccoli” (PdS su tutti) che iniziano a chiedere ai Dem di mollare la presa sulla città, pena la rottura di un’alleanza già da tempo traballante, che difficilmente arriverebbe integra a un turno elettorale anticipato a giungo.
Interventi a cui replica duramente il segretario provinciale del partito Gianpiero Cordedda: «Il Pd viene accusato di “tenere in ostaggio il sindaco e la giunta”, di occuparsi di “beghe interne al partito” e qualcuno si lancia addirittura nel far riferimento a presunti appetiti da soddisfare. Niente di più falso e lontano dalla realtà. Il Pd tutto, dirigenti e gruppo consiliare, si sta facendo carico di affrontare e cercare di risolvere una situazione che si è venuta a creare per motivi che non attengono gli equilibri di giunta. La crisi politica in atto non è stata aperta dal Pd ma è, come a tutti noto, conseguenza delle dimissioni motivate del vice sindaco e di altri due assessori non appartenenti al Pd ma ad altre rappresentanze consiliari. Tuttavia il Pd quale forza largamente maggioritaria in Consiglio non può voltare la faccia dall'altra parte e non può non aprire una profonda discussione sulle motivazioni che hanno portato Carbini a dimettersi. Dimissioni che hanno affrontato esclusivamente temi legati all'adeguatezza dell'azione amministrativa di fronte ai gravi problemi che la città sopporta».
«Il Pd condivide la necessità di rilanciare l'azione amministrativa e rinnovare il patto di fiducia con i cittadini. Dispiace quindi che qualche esponente della Giunta evidentemente molto preoccupato di perdere la poltrona faccia riferimenti così inutilmente offensivi nei confronti del Pd tanto da non vedere la portata politica della discussione in corso. Il nostro obiettivo, lo abbiamo detto, ripetuto e dimostrato anche in questi giorni, è lavorare ed impegnarci per superare la situazione che si è venuta a creare; ci auspichiamo analogo impegno da parte di coloro che liberamente e senza costrizioni hanno scelto di far parte della maggioranza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
