I vicini di casa morosi possono essere costretti a pagare

Nel mio condominio si sta creando una situazione insostenibile. Ci sono alcuni condomini morosi che hanno arretrati per circa un anno e ciò pesa soprattutto nel momento in cui bisogna fare nuovi...

Nel mio condominio si sta creando una situazione insostenibile. Ci sono alcuni condomini morosi che hanno arretrati per circa un anno e ciò pesa soprattutto nel momento in cui bisogna fare nuovi lavori. Quali sono le possibilità per far rientrare in regola questi condomini? E se l’amministratore non si attiva possiamo farlo noi?

Tra condomini morosi e virtuosi, ogni condominio è chiamato prima o poi ad affrontare il problema del mancato pagamento delle quote condominiali che può comportare, come nel caso rappresentato, la paralisi delle decisioni assembleari. I condomini virtuosi non sono esenti dai rischi derivanti dall’insolvenza di altri condomini poiché risultano esposti, pur con alcune cautele, alle azioni giudiziarie dei creditori. La legge, riconoscendo la criticità del fenomeno, prevede strumenti atti al recupero delle somme non pagate.

In particolare, gli artt. 1130 cod. civ. e 63 disp. att. cod. civ. affidano all’amministratore il potere di riscuotere i contributi e di ricorrere al recupero forzoso dei crediti. L’amministratore, secondo le disposizioni citate, ha l’obbligo di agire in giudizio, entro sei mesi dalla approvazione dei bilanci in cui è annotato il credito, per la riscossione delle somme non potendo sottrarsi a tale incombenza senza una delibera dell’assemblea. Rispondendo al primo interrogativo proposto dal lettore, l’amministratore è la figura che la legge individua per porre rimedio alle morosità createsi nel condominio, dotandolo di strumenti quali sospensioni dalla fruizione di alcuni servizi nel rispetto dei diritti della persona. In caso di inerzia dell’amministratore, la legge non prevede un’azione diretta da parte dei condomini in regola con i pagamenti benché l’art. 1134 cod. civ. attribuisca a ciascuno di essi il potere di agire personalmente in caso di pericolo imminente. La giurisprudenza non si è ancora pronunciata sul punto, ma non parrebbe attualmente ammissibile l’iniziativa del singolo contro i condomini morosi dal momento che il pagamento va imputato al condominio, soggetto giuridico autonomo ancorché non dotato di alcuna personalità. Pertanto i condomini virtuosi possono sollecitare l’amministratore ad attivare i rimedi previsti dalla legge al fine di recuperare i crediti rimasti insoddisfatti mediante un decreto ingiuntivo. In caso di omissione l’amministratore potrebbe rispondere ed essere revocato. (Avv. Giuseppe Bassu)

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